7 agenti di polizia rimasti feriti

Sono una decina gli agenti del reparto mobile della questura di Pescara rimasti feriti a seguito degli scontri avvenuti a margine della partita di calcio Pescara Spezia allo stadio Adriatico Cornacchia. Alcuni tifosi, al termine del match che ha sancito la retrocessione in serie C del Pescara, fuori dallo stadio hanno lanciato pietre, petardi, fumogeni e cassonetti contro le forze dell’ordine, oltre al danneggiamento di auto e mezzi della polizia. Come riporta Ansa, un razzo ha provocato anche un principio d’incendio sul balcone di un’abitazione, domato dai vigili del fuoco. La digos della questura di Pescara sta visionando le immagini interne ed esterne dello stadio per identificare i responsabili dei disordini.
“Il dispositivo di ordine pubblico messo in campo, con sole quattro squadre – denuncia il segretario del Sap di Pescara, Giampaolo Guerrieri, che ha anche espresso solidarietà ai feriti – è stato inadeguato: abbiamo avuto sei agenti feriti del Reparto Mobile di Senigallia e Roma e altri quattro colleghi che stanno andando in ospedale per farsi refertare”. Guerrieri riferisce inoltre che durante gli scontri “sono stati lanciate 126 bombe carta dentro e fuori lo stadio”, mentre la polizia ha risposto con “72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria”.
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Per un altro sindacato di polizia, il Coisp come riporta Agi, gli scontri di Pescara sono una cosa che “non ha nulla a che vedere con il tifo o con la delusione sportiva: ci troviamo di fronte a una vera e propria aggressione preordinata ai danni dei poliziotti da parte di veri e propri criminali che hanno approfittato di una partita di calcio per trasformare le strade in un teatro di guerriglia urbana”. “Continuiamo a ribadire che chi utilizza ordigni esplosivi contro le forze di polizia non puo’ essere derubricato a ‘tifoso violento’: siamo davanti a criminali che agiscono con modalita’ sempre piu’ pericolose e organizzate”, afferma Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, “per questo che serve una risposta ferma e senza ambiguita’ sia sul piano giudiziario e sia su quello delle misure di prevenzione. Non possiamo assistere ad aggressioni di questo tipo ogni volta che una partita di calcio finisce male”
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