Giustizia tributaria: cala l’arretrato in Calabria

Nel 2025 le iscrizioni sono state 4.129, le definizioni sono state 3.690, mentre le pendenze, fino al 31 dicembre, ammontavano a 6.171: è questo il dato di sintesi della relazione del presidente della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, Santi Cutroneo, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026. Per Cutroneo, «ci sono buone prospettive per la giustizia tributaria calabrese. Rispetto al passato, infatti, l’arretrato è molto diminuito e oggi vengono trattati appelli anche del 2025 e del 2026. Un miglioramento reso possibile grazie all’intervento del Consiglio di Presidenza, che ha destinato nuovi giudici tributari alla Calabria. Questo – ha proseguito l’alto magistrato tributario – consentirà di portare il sistema a pieno regime e di garantire risposte più pronte ai cittadini rispetto al passato. In attesa del potenziamento stabile degli organici, molti giudici sono stati temporaneamente applicati nelle corti calabresi, permettendo di definire molti procedimenti e alleggerire il carico di lavoro».
Sul fronte del contenzioso, secondo Cutroneo, «negli ultimi tempi si registra una diminuzione delle cause pendenti, segno che gli strumenti deflattivi e le misure di compliance fiscale stanno producendo i loro frutti e quindi possiamo essere ottimisti».
Lussana: lavoriamo per velocizzarla
«Il lavoro che stiamo facendo è quello di avere una giustizia di qualità e che sia il più possibile celere». Lo ha affermato Carolina Lussana, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, all’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario in Calabria. La cerimonia si svolge alla Corte d’appello di Catanzaro. «Le Corti calabresi, pur gestendo un enorme contenzioso, sono riuscite a mantenere alti standard di produttività, contribuendo a smaltire l’arretrato e producendo pronunce di qualità. Questo – ha spiegato Lussana – è il risultato del grande lavoro dei presidenti di Corte e di tutti i giudici che operano in un territorio complesso. Attualmente ci sono tre magistrati tributari residenti in Calabria e spero che possano essere applicati nelle corti calabresi insieme ad altri colleghi. La riforma ha finalmente riconosciuto pari dignità alla giustizia tributaria rispetto alle altre giurisdizioni, e questa pari dignità è stata riconosciuta nel modo più alto con la presenza del presidente Mattarella all’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario a Roma: è stata la prima volta che un presidente della Repubblica ha onorato la giustizia tributaria. Questo – ha sostenuto la presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria – dimostra che la giustizia tributaria non è una giustizia minore, ma ha una importanza considerevole per il Paese, se pensiamo all’impatto che le nostre pronunce hanno sul sistema economico calabrese e nazionale. Ora si tratterà di lavorare affinchè questa quinta magistratura del Paese possa operare al meglio e ottenere il riconoscimento che merita».

Secondo Lussana «c’è stato un grande lavoro del Consiglio di Presidenza per aumentare l’efficienza della giustizia tributaria. I cittadini hanno bisogno di un giudice terzo e imparziale che garantisca l’applicazione della giusta imposta, ma anche di tempi rapidi, perchè l’attuale situazione economica – pensiamo ai conflitti in corso – non consente tempi lunghi. Quindi il lavoro che stiamo facendo è quello di avere una giustizia di qualità e che sia il più possibile celere. Per noi la ragionevole durata del processo è un principio che deve essere ampiamente attuato, così come il rispetto del principio del contraddittorio. Il giudice tributario – ha concluso Lussana – deve garantire l’equilibrio tra l’interesse dello Stato, delle Regioni e dei Comuni alla riscossione delle imposte e il diritto legittimo del cittadino a una tassazione corretta».
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