Marche

Ripe San Ginesio primo borgo dell’Artiturismo in Italia: «Inaugurato un modello innovativo di accoglienza diffusa» (Le Foto)

L’INNOVAZIONE nel modello di accoglienza, nata da un’idea di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo con il supporto del Comune di Ripe San Ginesio, è stata accolta da una due giorni di eventi, 9 e 10 maggio 2026, in cui le botteghe artigiane del territorio aprono le proprie porte al pubblico, con laboratori a tema. Non mancano altri eventi con le attività locali per suggellare la nuova rete turistica

Taglio del nastro a Ripe San Ginesio, primo borgo dell’Artiturismo d’Italia. L’innovativo modello di accoglienza, nato da un’idea di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo con il supporto del Comune di Ripe San Ginesio, è accolto da una due giorni di eventi, 9 e 10 maggio 2026, in cui le botteghe artigiane del territorio aprono le proprie porte al pubblico, con laboratori a tema. Non mancano altri eventi con le attività locali per suggellare la nuova rete turistica.

 

Promosso dalla Regione Marche, l’Artiturismo riconosce l’impresa artigiana come presidio culturale oltre che produttivo, organizzando una rete di accoglienza qualificata attraverso un elenco regionale dedicato. In questo contesto, Ripe San Ginesio si distingue come esperienza pionieristica, dove l’artigianato diventa motore di sviluppo e rigenerazione del borgo.

 

L’inaugurazione si è aperta con un convegno inaugurale stamattina, 9 maggio 2026, con le più alte cariche istituzionali del territorio. 

 

«Ringrazio Confartigianato per aver individuato Ripe San Ginesio come primo polo italiano dell’Artiturismo – il saluto del Sindaco Paolo Teodori – e grazie alla Regione Marche, che con la creazione di questa denominazione ha aperto le porte istituzionali. La nostra comunità può vantare micro-imprese d’eccellenza, che hanno mani sapienti che si sono messe a lavorare nel nostro borgo, dando forza alla comunità».

L’intervento del commissario Guido Castelli

Il presidente territoriale di Confartigianato Enzo Mengoni, assieme al segretario generale Giorgio Menichelli, ha parlato della genesi di questo modello, un approccio innovativo che trasforma il viaggio in un’esperienza autentica e immersiva dove il visitatore non è un semplice osservatore, ma parte integrante della comunità. «Questa nuova forma di ricettività mette in sinergia il turista con le botteghe artigiane – ha spiegato Menichelli – e la rete che si viene a creare, assieme alla ristorazione e all’ospitalità, diventa un modello sperimentale e replicabile. L’Artiturismo è una delle occasioni che mette nelle condizioni un borgo di essere visitato e rilanciato»

 

Il presidente del Consiglio della Regione Marche Gianluca Pasqui ha parlato di un’iniziativa importantissima e punto di partenza significativo, che darà futuro a territori come questo, che hanno subito molto nel recente passato, partendo dal sisma del 2016. «L’artigianato, in questa direzione, sta dando una grande spinta alla ricostruzione delle comunità».

 

Di «una nuova modalità di intendere anche il territorio» ha parlato il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Silvia Luconi, che «sviluppa ciò che c’è di bello nei borghi con le varie anime della comunità. Ripe San Ginesio traccia la rotta e sono certa che ci saranno altri territori che vorranno seguirla»

 

Il Presidente dell’Anci Marche, Marco Fioravanti ha aggiunto sull’importanza di preservare la tradizione e la creatività dell’artigianato, che rappresenta una leva per le aree interne. «L’Artiturismo è un valore aggiunto non solo per il turista, ma anche per chi vive tutti i giorni questi luoghi», la riflessione condivisa di Gino Sabatini, Presidente della Camera di Commercio delle Marche. 

 

Il Presidente interprovinciale di Confartigianato Turismo Emanuele Conforti ha ricordato proprio l’unione di intenti che ha portato a questa inaugurazione, con il Borgo dell’Artiturismo che rappresenta un format esportabile in tutta Italia. «L’Artiturismo è un’esperienza Win to Win tra residenti, imprese e turismo – ha ammesso Roberta Corbò, Responsabile Patrimoni territoriali, Comunità locali e Turismo di Confartigianato Nazionale – e rappresenta il turismo su cui puntare, che fa bene all’Italia»

 

Al centro del convegno, il giornalista Carlo Cambi, che ha posto l’accento sulla laboriosità marchigiana, che caratterizza le comunità locali, e la testimonianza di Marta Baldassarri, che ha raccontato l’esperienza della sua bottega, Ètico Sartoria e di quella dei colleghi delle altre attività “artituristiche”.

 

Le conclusioni sono state affidate al Sen. Guido Castelli, Commissario alla Ricostruzione Post-Sisma 2016. «A Ripe San Ginesio – il suo pensiero – esiste un connubio speciale che alimenta speranza. Abbiamo bisogno di esperienze come queste, che sono concrete e reali»

 

Tra gli intervenuti, erano presenti gli onorevoli Elena Leonardi e Irene Manzi, i Consiglieri regionali Pierpaolo Borroni, Renzo Marinelli e Milena Sebastiani, il Presidente e il Segretario Confartigianato Marche Moira Amaranti e Gilberto Gasparoni e il Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.

 

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