Marche

la violenza nel 2018, inflitti 16 mesi all’assassino di Alika a Civitanova


CIVITANOVA Un anno e quattro mesi per violenza sessuale. È la condanna inflitta dal Tribunale di Napoli a Filippo Ferlazzo, l’uomo che sta scontando già una pena di 24 anni per l’omicidio di Alika Ogorchukwu avvenuto a Civitanova nell’estate di quattro anni fa. Ferlazzo, 36 anni, nativo di Salerno, all’epoca del delitto aveva trovato lavoro in città ed abitava a casa della compagna.

L’episodio

L’accusa di violenza sessuale invece riguarda un episodio avvenuto quattro anni prima della tragica uccisione del 39enne nigeriano. Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli il pomeriggio del 30 novembre del 2018 Ferlazzo stava viaggiando a bordo di un treno regionale diretto da Napoli a Salerno, passando per Portici. Per l’accusa, intorno alle 14.15, si sarebbe avvicinato ad una ragazza e poi l’avrebbe spinta contro uno dei finestrini della carrozza, portando tutto il suo corpo contro di lei. Quindi l’avrebbe toccata nelle parti intime e poi avrebbe più volte tentato di baciarla. Dopo la denuncia della vittima il pubblico ministero ha aperto un fascicolo a suo carico per violenza sessuale e all’esito dell’attività investigativa ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Il processo, celebrato con rito abbreviato, si è chiuso mercoledì scorso. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a due anni e otto mesi, i giudici del Tribunale di Napoli hanno condannato il 36enne a un anno e quattro mesi di reclusione. Secondo quanto riferito dall’avvocato Roberta Bizzarri, che ha difeso in aula Ferlazzo, è stata riconosciuta l’attenuante della minore gravità e il vizio parziale di mente del suo assistito.

Il definitivo

Come detto, Ferlazzo si trova già in carcere dove sta scontando la condanna a 24 anni per l’omicidio di Alika. Condanna che, ormai da un anno, è diventata definitiva. La pronuncia della Cassazione che ha confermato la sentenza è del 14 maggio dell’anno scorso. L’omicidio di Alika ha avuto una vastissima eco soprattutto per le immagini dell’aggressione, riprese con il telefonino da una passante. Nel video si sentivano anche le grida di chi urlava: «Così lo ammazzi».

Era il 2022, il pomeriggio di un caldissimo 29 luglio. Furono acquisite anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza pubblico che ripresero l’inseguimento (l’aggressione mortale, scaturì da una richiesta di soldi da parte della vittima considerata troppo insistente, ndr). L’autopsia stabilì che la causa della morte fu «asfissia violenta con concomitante choc emorragico interno». Civitanova ospitò anche diverse manifestazioni di solidarietà alla famiglia del nigeriano che risiedeva a San Severino, con cortei lungo le strade cittadine e altri momenti di ricordo sul luogo del delitto, avvenuto lungo corso Umberto I, in pieno centro.




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