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Rob ha un nuovo sogno: «Vorrei partecipare al Festival di Sanremo»

Pop-punk diretto e senza filtri, quasi come sei fosse un «Chaos Perfetto»: Rob presenta il suo nuovo Ep dal sapore autobiografico. Roberta Scandurra, classe 2005, originaria di Trecastagni, alle pendici dell’Etna, è tra le voci più riconoscibili dopo aver vinto l’ultima edizione di X Factor Italia. Presenta il suo primo Ep che mette a fuoco il suo mondo tra relazioni, rabbia e amore. Un racconto che prenderà forma anche dal vivo, con il suo tour che passerà anche da Catania, il primo giugno, in occasione dell’Etna Comics.

«Chaos Perfetto», il suo nuovo lavoro, parla d’amore e non solo…

«È un Ep di sette tracce che è stato scritto in tre mesi. Sono contenta perché, nonostante il tempo possa sembrare poco, sono davvero tanto soddisfatta dei brani. Il filo conduttore è l’amore: per esempio in “Chaos Perfetto” parlo di una relazione che, anche se imperfetta e caotica, è bella da vivere. Se fosse tutto semplice, non ne varrebbe la pena».

Ed infatti nelle sette tracce c’è tutto…

«Ci sono tracce che parlano di rottura, come “Stupida”e “Cento Ragazze”. Poi c’è il featuring con Nitro che parla di rabbia, di quando le persone danno aria alla bocca senza sapere davvero nulla degli altri ma c’è tanto altro come quanto sia bello anche sbagliare e temi importanti come il femminicidio e la violenza in generale».

Lei è un’artista molto giovane. Quanto controllo ha su questo «Chaos Perfetto»?

«Credo che la vita di tutti sia molto caotica, la mia sicuramente. Il caos non è controllato: l’aggettivo “perfetto” l’ho usato perché secondo me è giusto che ci sia caos e bisogna trovare la perfezione anche in quello. Bisogna lasciare andare un attimo il controllo, non pensare sempre a tutto, godersi la vita e anche sbagliare».

Questo Ep è nato subito dopo X Factor…

«Ma era già nei miei piani. Da quando ho iniziato a cantare sognavo di far uscire un progetto come un Ep o un album. Queste tracce sono nate in questi tre mesi perché ho voluto dare importanza al periodo che sto vivendo adesso. È un progetto molto autobiografico».

Si aspettava di vincere X Factor?

«È sempre stato un programma che volevo fare da piccola, lo guardavo con mia madre. Il mio obiettivo non era vincere, ma far conoscere la mia musica e mettermi in gioco. La vittoria è stata assurda, ma bellissima. Ho cercato di vivermi ogni live: uno alla volta, senza fissarmi sul risultato finale».

Il suo linguaggio è riconoscibile sia nei brani che sul palco…

«Sono una persona che esprime sempre quello che pensa, essere diretta nei testi è essenziale. Mi piacciono le canzoni che arrivano dritte, senza fraintendimenti. In generale mi esprimo in tutto: nella musica, nel modo di vestirmi e anche nel modo di parlare»

Lei viene da Catania, è cresciuta a Trecastagni ed ora vive la dimensione nazionale…

«È stato tutto molto veloce. Sono uscita dalla mia comfort zone: vivevo con i miei, studiavo a Catania, avevo la mia quotidianità. Ritrovarmi in un programma dall’altra parte dell’Italia e poi trasferirmi a Milano è stato disorientante, ma anche bellissimo. Sto mettendo in gioco quello che sono, sto conoscendo nuove persone e nuovi ambienti. Catania e Trecastagni restano casa, ci torno appena posso, però sono felice di questo passo».

Tornerà a suonare a casa il prossimo mese. Che valore ha per lei questa data?

«È la prima volta che porto un live mio a Catania, dopo la partenza del tour da Milano. Non vedo l’ora: ci sarà la band, ci saranno i miei amici e la mia famiglia. Sarà molto emozionante tornare a casa con la mia musica».

E adesso qual è il sogno nel cassetto di Rob?

«Sicuramente partecipare al Festival di Sanremo. Sarebbe spettacolare. Ci lavorerò e magari nei prossimi anni potrebbe succedere: sono una persona che spera sempre».


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