Friuli Venezia Giulia

In sella lungo la Ciclovia Pedemontana FVG3: da Maniago a Sacile

Un timido sole accompagna l’inizio del quarto giorno di viaggio. Da Sequals ci dirigiamo nuovamente verso Maniago, dove imbocchiamo la Ciclovia Pedemontana FVG3 in direzione Sacile. Dopo circa due ore di pedalata, superiamo il torrente Cellina, dalle acque smeraldine, attorniato dalle verdi colline che precedono le Dolomiti friulane. 

montereale valcellina
Il percorso alterna strada a piste ciclabili

Poco dopo il cartello che segna l’ingresso nel comune di Montereale Valcellina, il tempo cambia all’improvviso: uno scroscio di pioggia si trasforma rapidamente in grandine. Una sosta forzata che, tuttavia, diventa l’occasione per scoprire la pittoresca chiesa di San Rocco, impreziosita da affreschi della seconda metà del Cinquecento, attribuiti a un seguace di Pellegrino da San Daniele. A poca distanza compaiono anche i resti della “Cjasa Brusada”, una delle abitazioni saccheggiate durante le incursioni dei Turchi del 1499.

chiesa di san rocco
La chiesetta di San Rocco

Una sosta alla sorgente del Gorgazzo, una grotta subacquea da cui ha origine l’omonimo torrente, affluente del fiume Livenza, è d’obbligo. Giovanni Marinelli la definì «quella porzione di cielo liquido», e basta uno sguardo per comprenderne il motivo: le acque passano dal verde smeraldo a un blu intenso man mano che ci si avvicina alle pareti rocciose.

sorgenti gorgazzo polcenigo
Camminando verso la sorgente
sorgenti gorgazzo polcenigo (2)
Una vista sulla grotta subacquea

Proseguiamo, poi, verso Polcenigo. Ogni primo fine settimana di settembre il paese ospita la secolare sagra dei “thest”, i cesti in friulano. Gli artigiani del vimini espongono le loro opere, attirando di anno in anno centinaia di visitatori da tutta la regione.

All’ora di pranzo, arriviamo a Sacile, “il giardino della Serenissima”. Un nome azzeccato per una cittadina la cui eleganza ricorda indubbiamente quella veneziana e dove il verde è presente in abbondanza. Qui molte famiglie nobili veneziane fecero costruire le proprie dimore, spesso progettate con un doppio accesso: uno affacciato sulla strada e l’altro sul fiume, per consentire l’arrivo in barca.

sacile
Il “giardino della Serenissima”

Un edificio che testimonia al meglio il glorioso passato di Sacile è palazzo Ragazzoni, la dimora del mercante Giacomo Ragazzoni, dove un centinaio di stanze erano dedicate solamente agli ospiti. Nella sala destinata ad accogliere le personalità illustri spiccano gli affreschi manieristi di Francesco Montemezzano, allievo del Veronese: sei grandi scene celebrano le imprese dei fratelli Ragazzoni insieme ad alcuni dei protagonisti dell’Europa del tempo, da Maria Tudor a Filippo II di Spagna, fino al Doge Sebastiano Venier e al Gran Visir di Costantinopoli.

palazzo ragazzoni sacile
All’interno di palazzo Ragazzoni

Superato questo imponente corridoio si entra nel Salone d’Onore, l’antica sala da ballo del palazzo. Al centro domina un pianoforte Fazioli, marchio nato proprio a Sacile e considerato tra i più prestigiosi al mondo. «La Rolls Royce dei pianoforti», scherza la guida. Infatti, per costruirne uno servono almeno due anni.


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