Carenza di personale alla Procura di Torino, sciopero dei lavoratori: ‘Uffici al collasso’

Un centinaio di lavoratori della Procura di Torino ha scioperato questa mattina con un presidio davanti al Palazzo di giustizia per denunciare la grave carenza di personale e la difficoltà crescente nel garantire i servizi. Alla mobilitazione hanno partecipato anche rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Usb Funzione Pubblica. Presenti al presidio, in solidarietà con il personale, anche il procuratore capo Giovanni Bombardieri e i magistrati Patrizia Caputo, Marco Gianoglio, Dionigi Tibone e Paolo Toso. “Noi non possiamo essere in sciopero – ha spiegato il procuratore capo, Giovanni Bombardieri – ma siamo comunque qui per manifestare solidarietà al personale e testimoniare la fondatezza delle sue ragioni”.
La protesta davanti al Palazzo di giustizia
I lavoratori parlano di una situazione definita “strutturale e ormai insostenibile”, con una pianta organica di 252 posti ma circa 140 presenze effettive tra cancellieri, funzionari, assistenti e operatori. La scopertura sfiorerebbe quindi il 50%.
Cartelli e slogan hanno sintetizzato il malessere: “Carichi insostenibili, uffici al collasso” e “Senza personale non c’è giustizia”.
L’allarme dei sindacati e del personale
Secondo le sigle sindacali, la carenza di organico è ormai cronica e riguarda diversi uffici giudiziari del Piemonte. “È un personale stremato – spiegano – che lavora in condizioni non più sostenibili, con ricadute dirette sul servizio ai cittadini”.
Il rappresentante Usb Antonello Solimeno ha sottolineato come lo sciopero non abbia finalità economiche ma organizzative: “Si lavora 365 giorni l’anno con carichi diventati insostenibili, senza possibilità di recupero psico-fisico”.
Anche dalla Uil Funzione Pubblica, Nazzareno Arigò evidenzia la necessità di un intervento strutturale: “La riforma della giustizia e le nuove sfide della pubblica amministrazione richiedono un adeguamento del personale che oggi manca”. Ad alternarsi al microfono anche i segretari generali Roberto Gabriele della Cgil Funzione Pubblica di Torino e Alessandro Bertaina della Cisl Funzione Pubblica di Torino.
La posizione dei magistrati
Solidarietà ai lavoratori è arrivata anche dai magistrati presenti al presidio. “Noi siamo una macchina senza benzina – ha spiegato il pm Dionigi Tibone – senza il personale amministrativo, la situazione è drammatica nel nostro ufficio, non possiamo che sostenervi”.
Il magistrato Marco Gianoglio ha invece evidenziato il rischio per i servizi alla cittadinanza: “Non riusciamo più a garantire pienamente le attività. Questa mobilitazione è importante per portare all’attenzione una situazione che peggiora di giorno in giorno”.
Un sistema sotto pressione
I lavoratori segnalano anche la difficoltà a trattenere il personale, attratto da altre amministrazioni considerate più stabili o meglio retribuite. Il risultato, denunciano, è un sistema giudiziario “sottodimensionato e sotto pressione”, con effetti diretti sulla qualità del servizio pubblico.
L’Ordine degli avvocati
Dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino arrivano attestazioni di solidarietà al personale amministrativo della procura, che oggi è sceso in sciopero per due ore per protestare contro le gravi carenze di organico che determinano carichi di lavoro “insostenibili” e ritardi nello svolgimento dei processi. Le toghe del capoluogo piemontese ricordano che già il 30 luglio 2025 avevano indirizzato al ministero della giustizia una lettera in cui denunciavano il problema e chiedevano di prendere provvedimenti “con la massima urgenza”. “Il consiglio dell’ordine – era il testo – non può rimanere indifferente di fronte a una situazione che pregiudica l’effettività della tutela della giurisdizionale e il buon andamento la pubblica amministrazione, principi cardine del nostro ordinamento”.
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