Passa in Consiglio regionale il Ddl Sanità, coperto “buco” da 209 milioni. Critiche le opposizioni: «Tagliati altri servizi»
PIEMONTE – Al termine di un ampio dibattito in Consiglio regionale, è stato approvato il Ddl Sanità che integra le risorse del Fondo sanitario nazionale con 209 milioni di euro di fondi regionali. Il provvedimento è passato con 28 voti favorevoli e 13 contrari. Dopo il passaggio in Giunta a marzo, il provvedimento è stato aggiornato alla luce delle più recenti indicazioni nazionali, che hanno ridefinito il fabbisogno complessivo del sistema sanitario regionale.
A cosa serviranno i soldi?
Lo stanziamento servirà ad incrementare le risorse del fondo sanitario nazionale che, come ogni anno, consente di finanziare servizi aggiuntivi e fondamentali per il territorio, come i punti di prima emergenza h24, i servizi di urgenza e pronto soccorso nelle zone montane, gli extra Lea, il rafforzamento del personale sanitario e il potenziamento della presa in carico dei pazienti fragili. Nel disegno di legge sono inoltre previsti:
- 24 milioni di euro per la presa in carico integrata delle persone fragili (anziani non autosufficienti, persone con disabilità e pazienti cronici);
- 900 mila euro per il potenziamento degli hospice e delle cure palliative;
- 5 milioni di euro aggiuntivi per il rafforzamento delle attività di abbattimento delle liste d’attesa;
- risorse dedicate ai farmaci innovativi e al consolidamento della rete territoriale.
Riboldi: «Risorse anticipate, verranno ripristinate a luglio»
Soddisfatto l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, che ribadisce: «Nessun taglio ai servizi ma investimenti per garantire il buon livello della sanità piemontese. Abbiamo scelto di non ridurre le prestazioni, ma di investire per garantire una sanità più forte e più vicina ai cittadini. Abbiamo messo mano con serietà a scelte che per anni sono state rinviate, come la revisione delle strutture non funzionali e la riorganizzazione dei servizi sul territorio, migliorando le performance e la qualità dell’assistenza. Lo facciamo con risorse certe che sono anticipate da altri capitoli e che verranno ripristinate a luglio».
Opposizioni all’attacco
Molto critiche invece le opposizioni, per le quali non si tratta di maggiori investimenti, ma di un disavanzo che è stato coperto tagliando risorse su altri servizi ai cittadini. I consiglieri di minoranza hanno anche fatto partire una protesta simbolica alzando gigantografie di forbici in cartone, allusive ai tagli messi in campo dalla maggioranza.
«Malgrado i tentativi di dare una copertura tecnica alla manovra, la verità è che sono stati fatti tagli su diritto allo studio universitario, tutela delle risorse idriche, trasporti e inclusione sociale. Quando affronteremo l’assestamento al bilancio rifaremo i conti e i tagli diventeranno una certezza» ha detto Gianna Pentenero (Pd).
«Siamo di fronte a una manovra lacrime e sangue» – accusa Sarah Disabato (M5s) – «il disavanzo di 209 milioni della sanità è una voragine nei conti, ci sono aziende che hanno addirittura raddoppiato il buco. Avete fatto sforbiciate da professionisti per colmare il profondo rosso della sanità piemontese». Critica anche Alice Ravinale (Avs): «I cittadini dovranno fare i conti con risorse che mancano perché il governo continua a sottofinanziare il servizio sanitario nazionale. Avete fatto 120 milioni di tagli e pensate che saranno le Asl a ripianarli, ma non è questa la programmazione di cui la sanità piemontese ha bisogno».
In vista della mobilitazione del 23 maggio
Intanto, dopo che nei mesi scorsi sono state numerose le mobilitazioni organizzate dai lavoratori della sanità, per il 23 maggio è stata organizzata una nuova manifestazione, del Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure della regione.
«Per quanto riguarda l’annunciata manifestazione dei sindacati» – ha commentato Riboldi – «dico che siamo a conoscenza delle difficoltà ma da tempo lavoriamo per rafforzare la sanità pubblica. I numeri delle assunzioni del personale li conoscono e sono certificati dall’Osservatorio di cui fanno parte. Da parte di alcuni, questa ci sembra un’amnesia grave: hanno partecipato ad ogni riunione dell’Osservatorio dove si sono sancite le 4200 assunzioni, si sono internalizzati gli operatori sanitari, si è mantenuto chiaro l’indirizzo verso la sanità pubblica. Fanno finta di non ricordarlo? Siamo disponibili a fornire dati e accordi da loro firmati. Per le Case di Comunità, tra poco più di un mese avremo il quadro definitivo. Posso anticipare che già oggi i numeri sono migliori di quelli diffusi dai sindacati» assicura l’assessore.
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