Sardegna

Nuraghi riutilizzati come luoghi sacri, lo studio: “Centrali anche nell’età del Ferro” – Cagliaripad.it

Crediti foto: Fabrizio Pinna – Idese

I nuraghi della Sardegna non furono soltanto strutture difensive o insediamenti dell’età del Bronzo. Una nuova ricerca scientifica dimostra infatti che alcune di queste antiche torri continuarono ad avere un ruolo centrale anche nei secoli successivi, trasformandosi in luoghi dedicati al culto e ai rituali fino all’età del Ferro.

Lo studio, condotto da Silvia Amicone dell’Università di Tubinga e pubblicato sulla rivista Open Archaeology, si concentra sul sito archeologico del Nuraghe Barru, a Guamaggiore, dove gli archeologi hanno individuato importanti tracce di attività cerimoniali risalenti all’inizio dell’età del Ferro.

La ricerca, realizzata insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, ha integrato discipline diverse come archeologia, geologia e analisi dei materiali, permettendo di ricostruire l’evoluzione del sito tra il 1200 e l’800 a.C.

Rituali, offerte e una cisterna sigillata

Tra le scoperte più significative emerge una cisterna-pozzo chiusa intenzionalmente con lastre di calcare. Al suo interno sono stati rinvenuti vasi cerimoniali volutamente frantumati, tra cui brocche, un’anfora in miniatura e un recipiente a quattro manici, insieme a resti animali e umani.

Secondo l’archeologa Chiara Pilo, “i ritrovamenti suggeriscono un episodio di attività rituale”, confermando l’utilizzo simbolico dell’area anche dopo il declino della civiltà nuragica classica.

Accanto alla cisterna, lungo una scala successivamente ostruita, sono state trovate offerte votive di grande valore simbolico: una spada di bronzo lunga quasi un metro, oggetti assimilabili a rasoi e frammenti metallici.

Gli studiosi ritengono che questi manufatti non fossero destinati all’uso pratico. Amicone sottolinea infatti che “le leghe a basso contenuto di stagno indicano che la spada non era destinata al combattimento, ma a scopi rituali”.

Scambi tra comunità nuragiche

Le analisi condotte sulla ceramica hanno inoltre rivelato un elemento particolarmente interessante: molti reperti non provenivano dall’area del nuraghe, ma da diverse zone dell’isola, anche molto distanti.

Questo suggerisce l’esistenza di una rete di contatti e scambi tra le comunità della Sardegna protostorica. Secondo Amicone, “Barru potrebbe essere stato un centro importante per questi scambi”.

Alcuni oggetti metallici mostrano inoltre caratteristiche simili a reperti rinvenuti nella penisola italiana, ipotizzando collegamenti culturali e commerciali anche oltre il mare.

Un nuovo volto della civiltà nuragica

Lo studio contribuisce così a ridefinire il ruolo dei nuraghi nella storia della Sardegna. Non semplici fortezze o abitazioni, ma spazi che continuarono a mantenere un forte valore simbolico e spirituale anche durante le trasformazioni culturali dell’età del Ferro.

Come evidenziato dall’archeologa Gianfranca Salis, “non tutti gli edifici furono abbandonati: alcune torri furono riutilizzate per scopi cerimoniali“. Dati che allungano di parecchi secoli la storia di cultura e proliferazione della civiltà nuragica, una delle più affascinanti mai apparse sul pianeta.

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