Torino, pietre d’inciampo imbrattate: la Digos, “Sono stati tre bambini di 4-5 anni”

Gli investigatori della Digos hanno guardato i filmati delle telecamere puntate sulle pietre d’inciampo imbrattate in piazza Santa Giulia. E hanno scoperto che, a colorare di nero e di rosso le otto targhe, sono stati tre bambini tra i 4 e i 5 anni. Probabilmente hanno approfittato di un attimo di distrazione dei genitori, intorno alle 18 del 30 aprile. E hanno consumato i loro pennarelli sulle pietre posizionate il 3 febbraio scorso – dove si trovava l’Ospizio israelitico demolito dopo la seconda guerra mondiale – per ricordare Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.
Le indagini e la chiusura del caso
Si chiuderà probabilmente così l’indagine per imbrattamento aperta dopo che, il 2 maggio, era emerso il presunto atto vandalico. Anche perché le targhe sono già state ripulite da un gruppo di ragazzi che sabato stava partecipando ad “Altri mondi, altri modi”, festival organizzato da Askatasuna e comitato Vanchiglia Insieme. E pare evidente che non si sia tratto di un gesto mirato, ma solo il “gioco” di tre bambini dell’asilo. Non solo: nelle immagini di videosorveglianza, sono inquadrati solo i piccoli “artisti” e non i genitori. Sarebbe difficile risalire alle famiglie, a meno che siano loro stesse a farsi avanti e ammettere la responsabilità.
Le reazioni e il contesto
Di certo si ridimensionano le polemiche esplose nei giorni scorsi, scatenate dal fatto che si trattasse del secondo sfregio in pochi giorni nel quartiere Vanchiglia (il 25 aprile, in largo Montebello, era stata data alle fiamme la lapide dei caduti della Resistenza, insieme alla corona di fiori appena deposta). Infatti erano scattate le reazioni politiche, dal sindaco Stefano Lo Russo al ministro Paolo Zangrillo, e anche quelle del portavoce della comunità ebraica, Dario Disegni. Era intervenuto anche il ministero degli Esteri israeliano con un post su X: «In tutta Italia l’antisemitismo è in aumento. Solo una profonda depravazione morale può spingere chi ha vandalizzato le “pietre d’inciampo” che commemorano gli ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti. Questa non è protesta. È odio: confidiamo che le autorità italiane agiscano con fermezza e decisione per contrastarlo e garantire la sicurezza e la dignità delle comunità ebraiche».
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