Toscana

“Città disordinata, c’è bisogno di una nuova visione”. Le proposte di Avs e Arezzo2020


Riceviamo e pubblichiamo dai candidati di Arezzo2020/Avs Paolo Lucattini – Luciano Vaccaro.

“Arezzo ha vissuto undici anni senza un vero e proprio disegno urbanistico organico, con interventi puntuali ma senza un disegno organico di visione generale. Se dal dopoguerra il modello generale di sviluppo urbano affermatosi sia stato caratterizzato da una sostanziale indifferenza rispetto ai temi della sostenibilità, Arezzo non si è allontanata da questo disegno con espansione disordinata e progressiva perdita di qualità dello spazio pubblico. 

La rigenerazione urbana rappresenta oggi un cambio di paradigma: non più espansione, ma cura e trasformazione della città esistente. Recuperare aree dismesse o abbandonate, ridisegnare spazi privi di identità e restituire qualità ambientale, economica e sociale ai quartieri significa costruire una città più sostenibile, inclusiva e vivibile. Migliorare la città significa restituire spazio alle persone ricostruendo un equilibrio tra residenza, servizi, mobilità e spazio pubblico, con particolare attenzione agli spazi aperti, che costituiscono l’ossatura della città pubblica e il luogo in cui si costruisce la relazione quotidiana tra cittadini e ambiente urbano. 

La qualità urbana si costruisce attraverso l’uso degli spazi pubblici: sono questi a generare identità, appartenenza e senso di comunità, la città ha bisogno anche di spazi di servizio e supporto alla vita quotidiana. Tutti gli interventi a cui ha dato seguito la giunta di centro destra hanno prodotto luoghi in cui la progettualità urbana rimane localizzata al singolo intervento, dando risultati che nulla hanno a che fare sulla rigenerazione o sulla pianificazione. Luoghi in cui si interviene senza pensare a come questo intervento sia integrato nel contesto di vivere la città”. 

Non si può solo abbattere alberi e creare spazi aperti senza individuare spazi di socializzazione e non far ritornare tali spazi come inclusivi della vita quotidiana. Gli spazi pedonali e piazze funzionano solo se accompagnati da motivi per essere vissuti. Vedere aree come i Giardini cosiddetti del Porcinai, piazza Giotto, gli Orti Urbani, l’area di via del Rossellino modificate dalla loro funzione sociale di luoghi di vera socializzazione diventando con sempre più spazi aperti e privi di ombra se non addirittura semplici aree di parcheggio. 

Non è così che si migliora la vita di una città. Esistono studi ed esempi reali di come pensare a una città più verde, valorizzando il verde come elemento fondamentale nella vita sociale e climatica, studiando ed applicando metodi di incentivazione della messa in dimora di nuove piantumazioni da parte anche dei singoli cittadini con agevolazioni fiscali e di oneri, sentendosi così partecipi e non succubi di scelte e gravami. La nostra proposta non vede interventi isolati, ma un disegno concreto di pianificazione generale fra verde, mobilità, sostenibilità, recupero degli spazi e edifici pubblici replicabile in tutti i quartieri della città, mirati, progressivi e coordinati, usando tutti gli strumenti consentondo di migliorare la qualità urbana in modo diffuso, garantendo equità e coerenza”.

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