Piemonte

Aurora Cavallo apre il Cooker Loft: “Uno spazio per costruire comunità”

Uno spazio ampio, contemporaneo, luminoso e pop, con un grandissimo terrazzo che dà sul lato più cool di Barriera di Milano. Un quartiere che evidentemente ha molte facce, e sa essere complicato e periferico ma anche energico e di tendenza, con realtà giovani, start up e progetti moderni che lo scelgono per nascere. Esattamente come il Cooker Loft, l’appartamento con cucina social inaugurato ieri sera da Aurora Cavallo, conosciuta dal grande pubblico come Cooker Girl, cuoca, creator e autrice seguita da oltre tre milioni di persone.

In via Valprato 23/F, il loft (415 metri quadrati totali tra interni ed esterni) sarà non solo il set dei futuri contenuti di Aurora, ma anche un laboratorio creativo, un salotto gastronomico contemporaneo e uno spazio eventi pubblici e privati. Showcooking, corsi, incontri, cene e aperitivi su misura per brand e aziende, sempre con al centro la cucina in grembiule rosso di Cooker Girl.

“Ho sempre desiderato creare un luogo dove per qualche ora, tutto possa fermarsi: uno spazio in cui sentirsi accolti e prendersi cura degli altri. Costruire comunità e far vivere un’esperienza che resti nel cuore, non solo per il cibo ma per le persone che la condividono. Ogni angolo di questo Loft parla di produttori, di talenti, di Torino, di Barriera e di chi, ancora oggi, trova gioia nel creare bellezza con le proprie mani”, racconta.

Aurora, perché dopo tanti anni sui social ha sentito l’esigenza di uno spazio fisico?

“In realtà è sempre stato il mio sogno, il mio obiettivo. Ho sempre voluto lavorare nell’ospitalità, ed è il motivo per cui sono andata a Copenaghen, e poi a New York, a fare davvero esperienza nei ristoranti. Poi, con questo bagaglio e con quello che mi sono costruita sui social, ho pensato di aprire un luogo che offrisse un tipo di ospitalità nuova”.

E perché non un ristorante?

“Volevo un luogo che accogliesse la gente, ma che la facesse davvero sentire come a casa. Volevo restituire alle persone che mi hanno sempre sostenuto un luogo che rappresentasse me, il mio percorso e la mia comunicazione. Questo è uno spazio pensato proprio per la condivisione, per costruire comunità”.

Il loft sembra perfetto per gli eventi privati: il suo grande pubblico però potrà essere in qualche modo partecipe?

“In realtà questo luogo vuole avere due anime, che nella mia idea conviveranno in egual misura. Da una parte è uno spazio eventi per privati e per aziende, e dall’altra ci sarà una calendarizzazione eventi che pubblicheremo sul sito e che sarà molto fitta e totalmente aperta al pubblico. Per esempio a maggio faremo un evento gratuito per i bambini, inserito nel palinsesto del Salone OFF, oppure a giugno faremo una cena per il quartiere. Assolutamente non sarà un posto che si chiuderà tra quattro mura”.

Data la sua popolarità, poteva scegliere di farlo un po’ ovunque, questo spazio. Perché a Torino?

“Perché ho avuto la fortuna di vivere in tanti posti, ma Torino è quello che mi fa sentire più a casa. Cerco di avere un respiro internazionale, in quello che faccio e anche in come cucino, ma Torino è la città dove torno sempre, quella che più amo al mondo”.

E perché a Barriera di Milano?

“Perché mi sono immediatamente innamorata di questo spazio, e ho trovato il supporto di Velvet Studio, che l’ha creato insieme a me, e di tanti professionisti meravigliosi e incredibili che lavorano in questo quartiere, come Magazzini Tessili, Esperienza in Luce, Muro, o anche la pizzeria Il Cavaliere, qua dietro. Questo non è solo lo spazio di Cooker Girl, ma è uno spazio condiviso che racconta tante belle realtà di questo luogo”


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