Decaro dice che soffre la mia presenza, lo capisco
“Io, comunque, qualunque cosa dovesse fare Antonio, sono dalla sua parte e lo sosterrò in tutte le maniere perché ovviamente, come diceva mia madre, l’ho fatto io, non è che lo posso distruggere”. “Un voto? – ha continuato Emiliano a proposito di Decaro, a Telenorba – Il voto è sempre 10, nel senso che uno che riesce con tanta facilità a cambiare tanti ruoli, ad avere sempre un ruolo in primo piano, non può che avere il 10”. “Forse, ma parlo dei rapporti personali e non politici, avrebbe dovuto avere un po’ più di coraggio di dirmi le cose come le pensava sin dall’inizio. Invece alle volte forse io l’ho un po’ intimidito e non è riuscito a dirmi – ha concluso – tutto quello che aveva in testa, però sono cose che succedono”.
“Il presidente Decaro a un certo punto mi ha chiesto di dargli una mano come consulente – ha precisato l’ex presidente di Regione – Io gli ho detto: ‘Guarda che io sono disposto a darti consulenze pure telefoniche gratuitamente’, però evidentemente voleva darmi il segno della sua vicinanza. Io avevo detto all’inizio che era una costruzione un po’ ardita, però lui ha voluto andare avanti. Dopodiché il Partito Democratico ha chiesto alla commissione sugli incidenti del lavoro di inserirmi come consulente, ma se io dovessi proprio scegliere, non vedrei l’ora di rimettermi la toga, di andare a fare il pubblico ministero in una Procura”. “Temo che la piccola Procura dove rischio di andare sarebbe un po’ perseguitata dai giornalisti di tutta Italia che non vedrebbero l’ora di farmi una fotografia con la toga addosso. La legge attuale – ha aggiunto – impedisce ai magistrati che hanno fatto politica di rientrare negli uffici giudiziari perché si considera un danno questo rientro, ma a me questa legge non si applica essendo andato in aspettativa prima”. “Per rispetto nei confronti della magistratura sto cercando – ha spiegato – di evitare di rientrare in servizio proprio per evitare questo danno. Dopodiché, se però mi costringono a rientrare, io sarò felicissimo perché chi nasce magistrato muore magistrato”. Sulle sedi indicate per un eventuale rientro “ho mandato una lettera riservata al Csm, che dal Csm è scappata. Scappano le notizie – ha detto con il sorriso Emiliano – pure dal Csm”.
“Se il Partito Democratico decidesse di candidarmi” alle elezioni politiche 2027 “sarei felice, però non è un obbligo da parte di nessuno. Non è che uno per sopravvivere deve fare politica per forza – ha spiegato poi Emiliano riguardo alla sua eventuale candidatura – Mi rendo conto però che se qualcuno mi chiedesse di fare il deputato farebbe una cosa intelligente perché ho una certa esperienza e capacità di vedere il mondo col giusto distacco. Se decidono di non farlo perché sono troppo ingombrante, o creo agitazione, a me la vita non me la cambiano, questo è poco ma sicuro”. Rispondendo alla domanda se la sindaca di Genova, Silvia Salis, abbia le carte in regola per essere candidata premier del centrosinistra, Emiliano ha detto: “Credo di no, è appena diventata sindaco, deve farlo bene, non ha nessuna storia politica e per noi non ha nessuna connessione con tutto il mondo progressista che da tanti anni conduce una battaglia politica importante”. “È una figura – ha concluso l’ex governatore – interessante per il futuro, non per il presente.”
L’ex presidente ha poi parlato della questione della sanità in Puglia. La Puglia “è la regione con il minor deficit sanitario in questo momento. La Lombardia ha quasi 2 miliardi, il Piemonte 900 milioni. Semplicemente quest’anno il governo ha deciso di dare meno soldi alle Regioni per pagare i nuovi contratti di lavoro e l’incremento dei costi energetici, e questo ha determinato uno sbilanciamento che è praticamente identico a quello dell’anno scorso, di 3 o 4 anni fa”. Il tema del deficit sanitario è al centro delle critiche del centrodestra, contro la maggioranza di centrosinistra per quello che sarebbe stato fatto nell’ultima legislatura. “Mi aspetto che la Regione Puglia specifichi che chi non ha mai alzato le tasse per 10 anni ha fatto il suo dovere fino in fondo e che non c’è nessun buco, se non il fatto che il governo non ci dà i soldi per coprire gli aumenti di spesa che il governo stesso ha determinato firmando i nuovi contratti di lavoro. Questa cosa – ha spiegato – prima la dicono e meglio è. Non c’è nessun buco. Tutte le regioni italiane sono nella stessa condizione”. “L’anno scorso l’Emilia e la Toscana, che sono due giganti della Sanità, hanno dovuto aumentare le tasse. Quindi, nessun dramma. Bisogna avere la capacità di gestire il bilancio in modo tale che, se dovesse essere necessario un aumento delle tasse, sia il minimo possibile, anche perché l’anno prossimo ci sono un sacco di soldi invece. Se il governo ha previsto per l’anno prossimo molti soldi, vuol dire che sapeva – ha concluso Emiliano – che i soldi servivano sin da quest’anno, solo che non ce li ha, quindi un piccolo aumento delle tasse, poi l’anno prossimo da revocare in modo che i sacrifici siano per il minimo possibile, se posso dare un consiglio”.



