Strage di Corinaldo, la Cassazione conferma le assoluzioni per omicidio colposo e disastro
La IV sezione della Cassazione ha messo la parola fine al lungo iter giudiziario sulla strage di Corinaldo, avvenuta nella notte dell’8 dicembre 2018 nella discoteca “Lanterna Azzurra Clubbing”, dove persero la vita sei persone, tra cui cinque minorenni e una donna di 39 anni a causa del panico provocato dallo spray al peperoncino spruzzato da un gang specializzata in furti e rapine. I giudici hanno rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai principali imputati, rendendo così definitiva la sentenza della Corte d’appello di Ancona dell’11 luglio 2025. In quell’occasione, nel giudizio d’appello bis, tutti gli imputati erano stati assolti dalle accuse più gravi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
Restano soltanto alcune responsabilità minori legate alla gestione delle autorizzazioni amministrative del locale. Per questi profili sono state confermate condanne con pena sospesa nei confronti dell’ex sindaco e di diversi funzionari e tecnici comunali, oltre che di altri soggetti coinvolti nelle procedure autorizzative. Assolto invece il gestore del locale, mentre per uno degli imputati è stata eliminata la pena per una contravvenzione ormai prescritta. La Corte ha inoltre respinto le domande risarcitorie.
Nove gli imputati, dei quali sei membri della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, due tecnici e un socio della Magic Srl che aveva in gestione il locale dove avvenne la tragedia. Quella notte nel locale, che era pieno di giovani che attendevano avesse inizio l’esibizione del cantante Sfera Ebbasta a perdere la vita furono cinque giovanissimi, Emma Fabini, Asia Nasoni, Mattia Orlandi, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali e una mamma di 39 anni, Eleonora Girolimini, che aveva accompagnato una dei suoi quattro figli al concerto. I nove imputati, fino all’appello, erano accusati, a vario titolo, di omicidio colposo, lesioni colpose, disastro e falsità ideologica. I ragazzini sopravvissuti descrissero una scena terribile: “Li ho visti cadere, rotolarsi, accartocciarsi uno sopra l’altro”.
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