Isernia, chiusura del Punto Nascita: i commissari firmano il decreto | isNews
Al Veneziale verrà istituito un centro di maternità a cui sarà affidato il percorso prenatale
ISERNIA. Approvato il nuovo assetto della rete dei punti nascita in Molise. Il commissario ad acta Marco Bonamico e il subcommissario Ulisse Di Giacomo, hanno firmato il decreto con cui si dà attuazione al Programma Operativo 2026-2028 che si fonda sull’analisi tecnica elaborata da Age.Na.S. e che prevede – come noto – la chiusura del punto nascita del Veneziale di Isernia.
Nel provvedimento viene evidenziato come la riduzione della natalità e i volumi di attività non consentano il mantenimento di tre punti nascita sul territorio regionale nel rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla normativa nazionale.
Pertanto presso l’ospedale pentro verrà istituito un Centro di maternità “a cui è affidato il percorso prenatale comprendente, nei casi selezionati, l’ostetrica a domicilio nonché la possibilità di ospitare in anticipo le gravidanze a rischio presso l’ospedale di Campobasso, e la contestuale organizzazione del trasferimento protetto della paziente dal Centro Maternità al punto nascita del Cardarelli”.
“L’attuale dinamica demografica regionale del Molise – si legge nel decreto – esprime un bisogno assistenziale che non consente il mantenimento di 3 Punti Nascita e conseguentemente che la configurazione della rete regionale con 2 Punti Nascita potrebbe determinare una distribuzione stimabile tra i 700 e 740 part all’anno per ciascuno, che seppur inferiore al limite ottimale di 1.000 parti all’anno sarebbe comunque superiore al limite minimo di 500 parti anno”.
Restano dunque operativi i punti nascita del Cardarelli di Campobasso e del San Timoteo di Termoli, che continueranno a garantire l’assistenza ostetrica secondo l’attuale organizzazione.
Il riordino, si ancora legge nel decreto, punta a concentrare i parti in strutture con standard più elevati di sicurezza e ad adeguare la rete ospedaliera regionale alle soglie previste dagli accordi Stato-Regioni e dal Decreto Ministeriale 70/2015. Il provvedimento è stato trasmesso ai ministeri competenti e all’azienda sanitaria regionale per l’attuazione operativa.
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