arriva il ponte della connessione
Roma torna a guardare al suo fiume e lo fa con un progetto che unisce mobilità sostenibile, riqualificazione urbana e visione architettonica.
Nel quadrante sud della città prende forma l’idea del 36esimo ponte dalla fondazione: un’infrastruttura destinata a collegare direttamente la Magliana con l’area di Valco San Paolo, oggi separate da un Tevere che, più che unire, divide.
A dare impulso all’iniziativa è un concorso internazionale di progettazione promosso dall’Ordine degli Architetti, che segna il ritorno alla costruzione di un nuovo attraversamento fluviale dopo oltre un decennio dall’ultimo intervento, il Ponte della Scienza. Un segnale chiaro: Roma prova a ripensare se stessa partendo dalle connessioni.
Il futuro ponte avrà una lunghezza di circa 320 metri e una larghezza di 10, ma la sua vera cifra distintiva sarà la vocazione esclusivamente ciclopedonale.
Nessun traffico veicolare, dunque, ma uno spazio pensato per pedoni e ciclisti, in grado di offrire un collegamento rapido tra le due sponde e ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza, soprattutto per chi si muove tra la stazione Marconi della metro B e il polo universitario.
L’opera si inserisce in un sistema più ampio: la nuova passerella sarà infatti integrata con la pista ciclabile già esistente lungo la riva destra del Tevere, contribuendo a costruire una rete di mobilità dolce sempre più estesa. Un tassello che guarda alla città del futuro, dove gli spostamenti sostenibili diventano centrali.
Ma il valore del progetto non si esaurisce nella funzione. Per l’amministrazione capitolina, il ponte rappresenta anche uno strumento per ridurre l’isolamento storico della Magliana, migliorando l’accesso ai servizi e rafforzando il legame con il mondo universitario e sportivo di Valco San Paolo.
Un’infrastruttura che punta a diventare anche elemento identitario, capace di offrire scorci panoramici con lo skyline dell’Eur sullo sfondo.
Il concorso si svilupperà in due fasi: una prima selezione di idee progettuali e una seconda dedicata all’approfondimento tecnico dei tre finalisti. L’investimento previsto è di circa 3,5 milioni di euro, con un premio da oltre 150mila euro per il progetto vincitore.
La forma definitiva del ponte sarà svelata entro la fine dell’anno, ma l’obiettivo è già chiaro: cucire una frattura urbana storica e restituire al Tevere un ruolo centrale nella vita quotidiana della città.
Un’opera che affonda le radici in un’idea nata alla fine degli anni Novanta e oggi pronta a trasformarsi in realtà, nel segno di una Roma che prova a riconnettersi con se stessa.
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