L’addio a Romanella: «Faceva le cose a modo suo, ma rispondeva sempre presente»
FERMO – L’addio al presidente della Federpugilato, già consigliere e assessore, la commozione di amici e familiari per un protagonista indiscusso della vita cittadina

Una cerimonia composta, ma molto partecipata, quella che oggi pomeriggio ha tributato l’ultimo saluto a Luciano Romanella, alla chiesa di San Norberto, nella sua Lido di Fermo. Il mondo dello sport, quello della politica, tanti cittadini, amici e conoscenti, si sono stretti attorno ai familiari, l’anziana mamma Ena, la moglie Lina, il figlio Lucio, per l’addio ad un personaggio che ha attraversato da protagonista la sua vita terrena, da consigliere, da assessore, semplicemente da cittadino presente e radicato nella sua comunità.
«Luciano era una persona sui generis, faceva tutto a modo suo – ha ricordato il parroco di San Norberto nel corso dell’omelia – Ma trovava sempre il modo di rispondere presente a chi chiedeva aiuto, lo ha fatto anche con me, quando arrivai in questa parrocchia. L’eredità che ci lascia, ed è il motivo per cui oggi siamo così tanti a salutarlo, è l’importanza di costruire relazioni, cosa che Luciano ha sempre fatto, nella politica come nella vita di tutti i giorni».
A lato dell’altare, il gonfalone della città di Fermo listato a lutto, il vicesindaco reggente Mauro Torresi e tanti amministratori locali dei Comuni limitrofi, il presidente regionale del Coni Fabio Luna, la società Nike Fermo in divisa gialloblu, quella di cui Romanella è stato a lungo dirigente e presidente, fino ad arrivare ai vertici della Federazione pugilato regionale. l’Amministrazione comunale, nel suo manifesto di cordoglio, ne ha sottolineato «l’impegno speso instancabilmente per la città, la dedizione a favore della comunità cittadina espressa da sempre, nei ruoli amministrativi come nell’impegno nello sport». All’uscita del feretro, coperto di fiori bianchi e rossi, un lungo applauso ha salutato il “sindaco di Lido”.
P.Pier.
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