malore in barca a vela, salvato velista francese
Quella che doveva essere una traversata serena nel cuore del Mediterraneo, dalla Corsica verso le coste della Grecia, si è trasformata in una drammatica corsa contro il tempo.
Nel primo pomeriggio di domenica 3 maggio, il mare a quindici miglia dal porto di Civitavecchia è diventato lo scenario di un delicato salvataggio ad alta quota di adrenalina.
L’allarme in mare aperto
Il SOS è arrivato da una barca a vela con quattro persone a bordo. Uno dei passeggeri, un cittadino francese di 66 anni, è crollato improvvisamente a causa di un malore.
La macchina dei soccorsi si è messa in moto istantaneamente: attraverso il Cirm (Centro Internazionale Radio Medico), i medici hanno analizzato i sintomi via etere, formulando una diagnosi che non lasciava spazio a esitazioni: sospetto ictus ischemico. Ogni minuto perso avrebbe potuto fare la differenza tra la vita e la morte.
L’intervento: una sinergia salvavita
Il protocollo d’emergenza ha visto scendere in campo la motovedetta della Capitaneria di Porto di Civitavecchia. Grazie al recente accordo di collaborazione strategica con l’Ares 118, l’unità navale non era solo un mezzo di trasporto, ma una vera e propria estensione del pronto soccorso.
Raggiunta l’imbarcazione a vele spiegate, i militari e il personale sanitario hanno effettuato il complesso trasbordo del paziente in mare aperto. Un’operazione chirurgica, resa possibile dalla sinergia tra i corpi dello Stato, che ha permesso di stabilizzare l’uomo durante la volata verso la terraferma.
Il ricovero d’urgenza
Una volta attraccati in porto, il 66enne è stato trasferito d’urgenza al nosocomio San Paolo di Civitavecchia. Affidato alle cure dei medici, l’uomo è ora sotto osservazione.
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