Sos maranza a Porto San Giorgio, la rabbia dei balneari. «Non se ne può più, che facciamo?»
PORTO SAN GIORGIO «Il prefetto e il questore ci dicano cosa dobbiamo fare, perché così non si può andare avanti. E siamo solo all’inizio della stagione». È lo sfogo di Ulderico Beato, titolare dello chalet-pizzeria Baia Principe di Porto San Giorgio. Al centro del problema la malamovida, gruppi di maranza, ragazzini quasi sempre minorenni, che creano il caos, fanno danni ai locali, sporcano dopo aver bevuto a dismura e minacciano anche quando qualcuno prova a riprenderli.
Lo sfogo
«Ieri, primo giorno di apertura, un gruppo di ragazzi – racconta l’uomo – mi ha affrontato, mi sono venuti sotto quando li ho ripresi perché stavano saltando sui tavoli, si appendevano alle travi, volevano aprire i frigoriferi per prendere da bere e lanciavano le bottiglie sulla spiaggia. E sapete che mi hanno riposto? Che tanto non potevo far niente perché sono minorenni». Ma questo è solo uno tanti episodi che i gestori degli chalet si trovano ad affrontare nelle serate di movida, soprattutto quando inizia la stagione.
«La settimana scorsa mi hanno rotto un lampione – continua Beato – e poi vomitano, urinano e ogni mattina sono costretto a pulire e disinfettare. Ma è possibile che io debba dormire nello chalet per proteggerlo? E non parlo solo per me, il problema è diffuso anche per gli altri colleghi. Ci dicano se dobbiamo subire tutto questo per lavorare, come ci difendiamo noi? Non si può essere umiliati da questi ragazzini. Qualcuno ci deve difendere, bisogna affrontare il problema e anche se non si può risolvere del tutto, quantomeno va contenuto. Come facciamo ad arrivare a fine agosto con questo stress? Vogliamo aspettare che succeda il peggio?». Uno sfogo duro, amaro quello dell’imprenditore, che chiede semplicemente che si accenda un faro sulla questione e che si accenda subito.
L’appello
«E non è pensabile che dobbiamo essere noi a pagare la vigilanza privata per ogni chalet – aggiunge – perché il problema va affrontato alla radice. Se serve siamo pronti a fare anche una sorta di rivolta e a chiudere tutti, perché così non si può andare avanti». E non a caso, proprio sabato sera, sono state segnalate ben tre risse sul lungomare dall’una alle quattro. Tre sos lanciati al 112 da passanti e gestori. In tutti e tre i casi sul posto è arrivata la polizia, con conseguente fuggi fuggi generale di ragazzini. Nessuno è stato identificato e non risultato feriti al pronto soccorso. La situazione è tornata alla norma solo quando la polizia ha deciso di stazionare sul lungomare.




