Addio ad Alex Zanardi, Padova si prepara all’ultimo saluto: atteso un afflusso imponente

Padova si prepara a vivere una giornata storica e carica di emozione per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi, con il Gabinetto del sindaco e la Prefettura al lavoro già da questa domenica per gestire l’arrivo di migliaia di persone martedì 5 maggio, alle 11. Il fulcro sarà la Basilica di Santa Giustina, dove si terranno i funerali.
L’organizzazione richiama quella delle grandi occasioni: la basilica ha già ospitato eventi di enorme partecipazione, come i funerali di Giulia Cecchettin e le esequie di Stato per i carabinieri vittime della strage di Castel d’Azzano. Anche in questo caso non si esclude l’allestimento di un maxischermo per consentire a tutti di seguire la cerimonia, vista la prevista affluenza che andrà ben oltre i confini locali.
Attese numerose personalità del mondo dello spettacolo e dello sport. Secondo quanto trapela da ambienti vicini alla famiglia, saranno presenti Fabio Fazio, Gianni Morandi e la campionessa paralimpica Bebe Vio, legata a Zanardi da un rapporto di stima e condivisione sportiva.
Il funerale sarà officiato dal vicentino don Marco Pozza, sacerdote con cui Zanardi aveva costruito nel tempo un rapporto di profonda amicizia. Accanto a lui sull’altare ci sarà padre Federico Lauretta, parroco della basilica benedettina.
“Mi ha colpito che mi abbia cercato la moglie ieri mattina e mi ha chiesto se potevo celebrare questo funerale – spiega don Pozza all’ANSA –; è il suggello di un’amicizia che in questi anni, nel rispetto da tutte le altre parti, è cresciuta”. Il sacerdote ha ricordato anche un gesto significativo: “Mi è toccato il privilegio di recapitare una lettera e un rosario alla mamma di Alex da parte di Papa Francesco”.
Il rito funebre sarà preceduto dalla partenza del feretro, prevista alle 10:30, dalla residenza sanitaria assistita Opera Immacolata Concezione, dove Zanardi ha trascorso gli ultimi anni, assistito nel massimo riserbo voluto dalla moglie Daniela.
Nelle parole del celebrante emerge il ritratto di un uomo che ha superato i confini dello sport: “Cercherò di raccontare la peculiarità di una storia che ha travalicato quelli che sono i confini di una famiglia, di uno Stato – continua don Pozza all’ANSA – una storia che è diventata patrimonio mondiale dell’umanità e che a un certo punto è diventata un simbolo”.
Un ricordo che si intreccia anche con la dimensione personale: “Per me significa celebrare il funerale anche di un amico che, umanamente, mi ha lasciato tantissimo”, aggiunge il sacerdote, sottolineando come anche in carcere, dove svolge il ruolo di cappellano, la figura di Zanardi sia stata ricordata con preghiere.
Nel delineare il suo profilo umano, don Pozza respinge la narrazione dell’eroe tragico: “Non vedo in lui l’eroe di Giobbe – afferma all’ANSA – ma quella furbizia evangelica che viene elogiata da Cristo. Di Alex mi colpiva la capacità di trovare sempre una crepa nelle difficoltà, come una curva in cui infilarsi per un sorpasso, portando dentro un briciolo di speranza”. E ancora: “Non ha mai cercato la compassione della gente, ma ha sempre trasformato in bene il male che gli è capitato”.
Intanto resta massimo il riserbo nella casa di famiglia a Noventa Padovana, dove la moglie Daniela e il figlio Niccolò vivono il lutto nella più stretta intimità. Nel comune le bandiere resteranno a mezz’asta fino a martedì, in segno di cordoglio per la scomparsa di un simbolo che ha segnato profondamente lo sport e la coscienza collettiva.
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