Società

Le frasi più belle di Alex Zanardi: «Se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice»

Ciò che Alex Zanardi ha fatto, ciò che Alex Zanardi ha detto. Ci resta tutto, oggi, nell’ora dell’addio, in quella centrifuga di ricordi e nostalgie, frammenti di vita sua, che ha impreziosito le nostre. «Quando mi sono svegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa». E basterebbe questa frase, ripetuta a se stesso e lasciata a futura memoria, nel momento più doloroso, quello dell’incidente del 2001 che gli spezzò le gambe. Ironman, certo. Così lo abbiamo battezzato, per l’effetto che fa nei titoli, per la forza tranquilla che emanava, perché ogni volta, dopo ogni vittoria, era d’obbligo lo stupore di un uomo che però, eccola la piccola verità, «non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era sempre con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio». «Sfida» è una delle parole che ricorre spesso, spulciando tra le dichiarazioni di Zanardi. «Fiducia» è un’altra. Ha avuto fiducia nel genere umano che egli stesso contemplava perché, lo sappiamo, «la vita è come il caffè, puoi metterci dentro tutto lo zucchero che vuoi, ma se vuoi addolcire devi girare il cucchiaino, perché a stare fermi non succede niente».

Lui, fermo, non è stato mai. Perché tra una vita e l’altra che ha vissuto, oltre il dolore e la fatica, ha scoperto un nuovo modo di stare al mondo. «Se sai cavalcare ciò che accade, magari lo trasformi anche in una cosa bella. Come è accaduto a me: penso di essere riuscito a convertire il mio incidente in un’opportunità». Frasi motivazionali, certo. «Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più». Frasi segnate da una sincerità che è stata solo sua, come solo suo è stato l’esempio. Quando partecipò per la prima volta alle Paralimpiadi, disse: «Siamo alla resa dei conti, ma la parte affascinante sono stati questi anni di avvicinamento, della creazione passo dopo passo di un sogno». Costruire se stessi, affidarsi ad un sogno. «Sono Alex Zanardi, e se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice». Capito cosa ha significato la vita per quest’uomo che diceva di adorare «la possibilità di trasformare le debolezze in virtù»?

E’ stato esempio per molti, Alex Zanardi. Ragazzi disabili che, letteralmente, grazie a lui, ad un suo consiglio, ad una sua parola detta privatamente o pubblicamente, si sono trovati a fare sport, scoprendo che ne valeva la pena, ne vale sempre la pena. «Drogatevi di sport!», così, sorridendo, diceva. E aggiungeva: «Io posso solo raccontare che quando accadono delle cose c’è sempre un modo per raddrizzare tutto».. ll sorriso di Zanardi. La sua saggezza nel misurare le cose del mondo. L’incanto che trasmetteva. «C’è un incrocio magico nella vita in cui la forza inizia a calare ma crescono l’esperienza, la capacità di analisi, il giudizio, la reazione, il mantenere la calma ignorando l’emotività ma alimentando comunque il desiderio».. Vale nello sport, vale nella vita. Una volta, ospite al David Letterman Show, disse: «Credo che la curiosità sia l’unica cosa di cui abbiamo bisogno nella vita. Se sei curioso troverai la tua passione. E i risultati che avrai saranno il risultato di quanta passione metterai nella tua vita». E la vita in fondo, anche quando si vede – letteralmente – il fondo, è una questione di scelte. «Dopo l’incidente avevo due possibilità: rinunciare o cercare di appassionarmi a un nuovo progetto. Ho scelto la seconda». Le due strade nel bosco della poesia di Frost, il bosco della vita di Zanardi, la luce che c’è, se la si sa cercare.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »