Il lavoro è libertà e dignità. Salario minimo e sicurezza, sfide per una democrazia vera

In occasione del Primo Maggio, Giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori, la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha voluto lasciare un messaggio che parte dalla Costituzione per arrivare ai temi caldi dell’attualità: salari, divari di genere, fuga dei giovani e sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Il Primo Maggio – ha dichiarato la sindaca – è una giornata di celebrazione, consapevolezza e impegno. La Costituzione italiana nasce da una visione chiarissima di Paese, una comunità fondata sul lavoro, sulla dignità della persona, sulla partecipazione di tutte e tutti alla vita democratica. Il lavoro è reddito, produzione e occupazione, ma anche libertà, autonomia, riconoscimento e possibilità di costruire il proprio futuro”.
Un’affermazione che non si limita a un generico omaggio alla Festa dei Lavoratori, ma che si traduce in un elenco di priorità politiche. Ferdinandi ha sottolineato come quella promessa costituzionale vada resa sempre più concreta su più fronti. “Va resa concreta sul piano del valore economico del lavoro, perché la stagnazione dei salari incide sulla vita di tante famiglie. Per questo una giusta retribuzione, il rafforzamento della contrattazione e anche il tema del salario minimo riguardano la dignità, l’equità e la qualità della nostra democrazia”.
Un passaggio, quest’ultimo, che appare in linea con il dibattito nazionale sul salario minimo legale, una misura caldeggiata dalle opposizioni e da parte del sindacato ma ancora oggetto di discussione nel panorama politico italiano.
La sindaca ha poi richiamato l’attenzione su un tema spesso trascurato nei discorsi ufficiali: il lavoro delle donne. “Il lavoro femminile – ha affermato Ferdinandi – cresce insieme alla necessità di superare i divari ancora presenti, dai salari alle carriere, dalla distribuzione del lavoro di cura alla conciliazione tra vita familiare e professionale. La piena partecipazione delle donne al lavoro è giustizia sociale e leva di sviluppo per il Paese”.
Un richiamo esplicito a politiche che vadano oltre le dichiarazioni di principio, intervenendo su strutture come asili nido, congedi parentali e organizzazione dei tempi di lavoro.
Un capitolo a parte è stato dedicato alle nuove generazioni, spesso costrette a lasciare l’Umbria e l’Italia per mancanza di opportunità. “I giovani – ha dichiarato la sindaca – devono poter trovare nei propri territori opportunità, fiducia e possibilità di realizzazione. Una città giusta sa trattenere energie e competenze e creare le condizioni perché chi è partito possa tornare”.
Una promessa ambiziosa per Perugia, città universitaria e a forte vocazione culturale, ma alle prese con un tessuto economico che fatica a offrire prospettive stabili ai neo-laureati.
Infine, il tema della sicurezza, tristemente attuale dopo l’ennesima scia di incidenti mortali che hanno segnato i primi mesi dell’anno. “Ogni persona – ha scandito Ferdinandi – deve poter lavorare sapendo che vita, salute e dignità sono tutelate. La sicurezza sul lavoro è responsabilità collettiva, cultura della prevenzione, attenzione quotidiana e rispetto profondo per chi lavora”.
Un messaggio che richiama istituzioni, imprese e cittadini a un impegno condiviso, senza scorciatoie.
La sindaca ha concluso con una nota di speranza e impegno diretto. “Perugia – ha affermato Ferdinandi – vuole guardare al lavoro come fondamento di libertà, uguaglianza e coesione sociale, stando accanto a chi lavora, a chi cerca lavoro, a chi crea lavoro e a chi ogni giorno tiene insieme servizi, imprese, scuole, ospedali, famiglie e comunità. Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, con l’impegno a rendere il lavoro sempre più dignità, sicurezza e futuro”.
Un messaggio corale, che non dimentica nessuna delle parti in campo: lavoratori dipendenti, disoccupati, imprenditori, operatori dei servizi essenziali. Un Primo Maggio che per la città di Perugia suona come un rilancio di responsabilità collettiva.
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