Primo Maggio, sindacati in piazza tra diritti reclamati e lo “spettro” dell’intelligenza artificiale

In una piazza Grande non particolarmente gremita, questa mattina i tre sindacati confederali hanno dato vita alla manifestazione del Primo Maggio, che ha avuto riverberi anche in diverse piazze della provincia, con comizi e presidi in tutti i principali comuni modenesi. I referent locali delle tre sigle si sono alternati sul placo nei loro interventi, di fronte ad un platea di alcune centinaia di persone, con i prima fila il sindaco Mezzetti, parlamentari Pd e alcuni consiglieri regionali e comunali.
Tanti i temi trattati, con il filo conduttore della novità tecnologica legata all’intelligenza artificiale che sta già cambiando il mondo del lavoro e rappresenta da un lato un’opportunità e dall’altro un rischio per i lavoratori. “Questo primo maggio in particolare è una grandissima festa, perché ci vede come Cgil, Cisl e Uil con i nostri segretari nazionali a Porto Margera, un luogo simbolo del lavoro poco dignitoso. Lavoro dignitoso significa tanto, significa eh rispettare i diritti dei lavoratori, significa rispettare le professionalità, significa garantirgli uno stipendio adeguato, cosa che ultimamente non vediamo ehm nelle nostre realtà – ha spiegato Nicola Maria Russo, segretario della Uil FP – E in funzione di questo siamo pienamente soddisfatti dell’ultimo provvedimento governativo che va in questa direzione, cioè va nella direzione di riconoscere i contratti collettivi sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil, quindi dalle confederazioni, andando ad evitare l’applicazione di quei contratti che sono pirata che negano i diritti e uno stipendio giusto per i lavoratori, creando quel dumping contrattuale che è deleterio.”
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“C’è da dire che eh in questo momento non c’è tanto da festeggiare, ma celebriamo il lavoro a tutto tondo – ha aggiunto Rosamaria Papaleo segretaria generale Cisl Emilia Centrale – Il lavoro dignitoso. Il lavoro di qualità, quindi il lavoro ben retribuito. Il lavoro sicuro. Perché eh il lavoro in Italianon misura soltanto l’economia, ma la democrazia del Paese. Quindi è necessario che questo lavoro che si sta ridisegnando per via anche delle nuove tecnologie sia un lavoro tutelato, con nuovi diritti. Ecco perché noi chiediamo che i sindacati non arrivino a valle dell’innovazione, ma entrino dalla porta principale, per contrattare i nuovi diritti, nuove tutele, contrattare l’algoritmo. E oggi c’è ancora più bisogno di sindacato, perché l’innovazione senza rappresentanza rende i lavoratori più fragili. Senza partecipazione, alla fine l’innovazione è potere unilaterale e non ce lo possiamo permettere.”
Il segretario generale della Cgil modenese, Alessandro De Nicola, ha sottolineato: “È chiaro che l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie cambieranno il modo di lavorare e in parte lo sta già facendo. Un lavoro è dignitoso quando è ben retribuito, tutelato e garantito. Un lavoro è dignitoso quando chi per vivere ha bisogno di lavorare, dispone di un reddito sufficiente per mantenere se stesso, la sua famiglia e i suoi cari, e aggiungiamo anche che se ha la sfortuna di curarsi, possibilmente non deve spendere una sfortuna. Queste sono le caratteristiche del lavoro dignitoso e questa è la lotta principale in cui sono impegnati i sindacati. Migliorare i salari e le pensioni dei nostri cittadini. Questa rimane l’emergenza ancora del paese. Salari e pensioni che nel corso degli ultimi 30 anni sono diminuiti nel loro valore reale e hanno perso il 10% del potere d’acquisto”.
“Ci aspettavamo degli interventi concreti da parte del governo che sono mancati – ha evidenziato De Nicvola in disaccordo con i colleghi delle altre sigle – A questo vogliamo dire che non bastano dei decreti che vengono fatti alla vigilia del primo maggio per supplire alla mancanza di confronto. Il confronto con le parti sociali è indispensabile, è insopprimibile. E su questo punto il governo continua a sbagliare strada.”
A margine dei comizi, anche il sindaco Massimo Mezzetti ha voluto rivolgere una riflessione alla gironata odierna: “Nella nostra Costituzione sono dieci gli articoli fondamentali che hanno al centro il Lavoro. Il lavoro dovrebbe essere un bene costituzionalmente garantito ma non è così. La Repubblica che italiane e italiani scelsero ottant’anni fa si fonda sul lavoro. Quella frase ha rivoluzionato la cittadinanza, non più sudditi ma artefici della costruzione del proprio destino”.
“Il 1° maggio ci ricorda che anche nell’era dell’intelligenza artificiale il compito della Repubblica rimane intatto: rimuovere gli ostacoli economici e sociali che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Per questo festeggiare i lavoratori e le lavoratrici significa essere consapevoli che oggi il lavoro è anche povero, insicuro, privo di diritti – ha aggiunto il primo cittadino – Come sempre sono stato in piazza alla manifestazione di CGIL, CISL e UIL. Ancora di più da Sindaco è un dovere prestare attenzione ai rappresentanti dei lavoratori”.
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