Calabria Jazz Meeting: al via a Cerisano dal 30 aprile al 2 maggio
Dal 30 aprile al 2 maggio, il Palazzo Sersale di Cerisano ospita il Calabria Jazz Meeting.
CERISANO (COSENZA) – Il jazz non arriva mai: irrompe. Non bussa, non chiede permesso, non si annuncia con fanfare. Scivola tra le fessure del silenzio e lo riscrive. A Cerisano, dal 30 aprile al 2 maggio, questa verità prende corpo nel Calabria Jazz Meeting, ospitato tra le pietre vive di Palazzo Sersale, dove la storia non è sfondo ma cassa di risonanza. Qui il jazz non è un genere: è un disordine elegante dell’anima, una geografia senza confini che sposta le vene pulsanti di New York e il sole spietatamente creativo della California in una stanza calabrese, come se il mondo fosse una tromba e qualcuno avesse deciso di soffiarci dentro memoria e futuro insieme.
Calabria Jazz Meeting: al via a Cerisano dal 20 aprile al 2 maggio
L’idea, firmata da Sergio Gimigliano, architetto invisibile di una visione che ha saputo fare del jazz una lingua franca del territorio, è quella di trasformare il borgo in una stazione di passaggio per musicisti e pensieri. Nel progetto delle Residenze d’artista, cantautori, compositori e jazzisti non salgono su un palco: si raccontano come mappe aperte, lasciando che ogni assolo diventi una forma di autobiografia improvvisata. Qui il jazz non si ascolta soltanto: si attraversa, come una strada notturna illuminata da lampioni stonati e perfetti.
Perché il jazz è questo: una conversazione senza copione, una composizione che si scrive mentre si sta parlando. Miles Davis lo sapeva bene: ogni nota è una porta socchiusa sul possibile, e l’International Jazz Day a lui dedicato diventa a Cerisano uno specchio sonoro in cui il passato è scossa attiva nel presente. “Kind of Blue” diventa materia narrativa nello storytelling multimediale di Alessio Laganà: non una celebrazione, ma una dissezione poetica di una registrazione che ha cambiato la temperatura della musica. Come se il tempo, per un attimo, avesse deciso di suonare in minore.
Poi il dialogo si fa carne e fiato con “Eric Daniel Talks”: il sassofono americano Eric Daniel incontra Sasà Calabrese in un vis-à-vis che non è intervista ma contaminazione, cortesia del rischio. E subito dopo il suono diventa ponte con il Salvatore Cauteruccio Trio: il jazz qui non si limita a fondere culture, diventa una diaspora di suoni, preziosa contaminazione.
Il programma del 1° maggio
Il 1° maggio il festival cambia pelle senza perdere respiro: si entra nel territorio fragile e necessario dei diritti d’autore e dell’intelligenza artificiale con “Diritti degli artisti” a cura di Roberto Musolino. È il jazz che si interroga su sé stesso, come uno specchio che improvvisamente decide di rispondere. Qui la domanda non è solo tecnologica, ma poetica: chi firma una nota quando la nota impara a scriversi da sola? E poi il suono ritorna a essere carne. Andrea Paternostro e il Lorenzo Iorio Trio aprono un varco nel contemporaneo, presentando brani inediti come se fossero lettere mai spedite. “Tuing the Life” non è solo un titolo: è una deformazione gentile della realtà, come se la vita stessa avesse bisogno di essere accordata.
Calabria Jazz Meeting: il programma del 2 maggio
Infine, il 2 maggio, La memoria di Michael Brecker attraversa talk, video e materiali originali come un sassofono che continua a suonare anche quando nessuno lo tiene più in mano. Il jazz si piega alla nostalgia senza mai diventare malinconia. E nel progetto del Peperoncino Jazz Festival / New York Session, Cerisano allunga la sua ombra fino a Manhattan, come se la Calabria avesse deciso di abitare il mondo senza chiedere il passaporto.
La chiusura è una carezza: la voce di Veronica Maria Parrillo, il pianoforte di Carlo Maria Manna. Non è un finale, ma un dissolversi. Come quando l’ultimo accordo resta nell’aria più della sua esecuzione. E allora Cerisano, per tre giorni, non ospita il jazz. Lo incarna. Diventa un luogo in cui la musica è linguaggio primordiale, dove ogni assolo è una domanda e ogni risposta è un’altra nota. Un borgo che non ascolta il jazz: lo lascia accadere attraverso di sé, come un vento che non si può trattenere, solo attraversare.
Source link


