19 anni definitivi a Leandro Bennato per sequestri e narcotraffico
La sentenza della Cassazione mette il punto definitivo su una delle pagine più violente della criminalità romana degli ultimi anni.
I giudici della quinta sezione penale hanno reso irrevocabile la condanna a 19 anni e 4 mesi per Leandro Bennato, detto il “Biondo”, ritenuto uno dei protagonisti di un sistema fatto di sequestri, intimidazioni e traffici di droga su larga scala.
Bennato, oggi detenuto in regime di carcere duro, era considerato una figura dominante nel quadrante ovest della Capitale, tra Casalotti e Boccea. Un nome già affiorato in diverse inchieste, anche di alto profilo, ma che trova nella stagione di violenze tra il 2022 e il 2023 il suo capitolo più drammatico.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, dietro quella scia di sequestri lampo c’era un’unica regia: recuperare un carico di cocaina sparito, ristabilendo il controllo con la forza.
Un metodo brutale, sistematico, fondato sul terrore. Le vittime venivano rapite, isolate e picchiate fino a ottenere informazioni o la restituzione della droga. In alcuni casi, gli errori non mancavano: persone estranee ai fatti sono finite nel mirino, trascinate in una spirale di violenza per semplici equivoci.
Tra gli episodi più tragici emerge quello di un uomo incaricato di custodire parte dello stupefacente. Dopo la sparizione del carico, fu sequestrato e rinchiuso per giorni in condizioni disumane, sottoposto a pestaggi e lasciato senza protezione dal freddo.
Rilasciato in condizioni gravissime, morì poco tempo dopo. Una vicenda che ha aperto un ulteriore fronte giudiziario, con l’ipotesi di tortura aggravata dalla morte.
Le indagini hanno ricostruito un quadro inquietante, fatto di violenze ripetute e azioni mirate a ristabilire equilibri criminali compromessi.
Un altro uomo venne legato e picchiato fino alla restituzione di parte del carico, mentre due donne furono sequestrate per ottenere denaro e droga: una di loro venne liberata solo quando i sequestratori si accorsero di aver sbagliato persona.
Con il verdetto definitivo della Cassazione si chiude così un lungo percorso giudiziario, iniziato con l’operazione del Nucleo Investigativo nel 2023. Resta aperta solo una posizione processuale separata per questioni tecniche.
Per la giustizia è la fine di una vicenda, per la città il sigillo su una stagione segnata da una violenza diffusa e da un controllo del territorio imposto con metodi spietati, che hanno lasciato un segno profondo nelle periferie romane.
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