Liguria

“Valditara smantella la scuola pubblica”, sciopero e manifestazione degli studenti e universitari il 7 maggio

Genova. “Pensiamo che solo l’unità fra studenti, famiglie e lavoratori della scuola possa bloccare un processo di distruzione della scuola pubblica che va avanti da anni. Il ministro Valditara ha annunciato la riforma dei tecnici, l’ultimo passaggio di una serie di manovre che hanno regalato la scuola ai padroni e alle imprese, tagliato gli organici, impoverito l’istruzione”.

Con questa parole inizia il volantino dei movimenti studenteschi Osa e Cambiare Rotta insieme a Usb scuola, che lancia la nuova mobilitazione contro le decisioni del governo Meloni a seguito dell’annuncio da parte del ministro Valditara della riforma degli istituti tecnici che introduce il modello “4+2” (4 anni di scuola superiore + 2 di ITS Academy) per allineare l’istruzione alle esigenze lavorative. Una modifica strutturale che prevede una filiera tecnologica abbreviata, maggiore flessibilità oraria con più laboratori, compresenze con esperti aziendali private e il rafforzamento delle materie STEMi. Lanciata l’assemblea pubblica del 4 maggio, ore 17 atrio di via Balbi 5, e la successiva manifestazione prevista per la mattina del 7 maggio, a partire dalle ore 9 con concentramento in piazza De Ferrari.

“È possibile bloccare questo processo di smantellamento della scuola pubblica – continua il volantino – lo possiamo fare se uniamo le forze con gli studenti che lottano per l’abolizione dell’alternanza scuola lavoro, per una scuola che torni ad essere emancipatoria, perché venga messa al centro la crisi di prospettive che vivono i giovani a causa dei tagli all’istruzione e a causa dello spostamento delle risorse nella filiera bellica e nelle tasche dei privati“.

Generico aprile 2026

L’università non è da meno – aggiungono gli organizzatori – le riforme promosse dalla ministra Bernini hanno prodotto tagli per 700 milioni al FFO, più precarietà con la riforma del preruolo e la presa in giro sul numero chiuso a medicina, solo rinviato di 6 mesi. Intanto si favoriscono università private e telematiche, mentre gli studenti restano senza studentati pubblici e schiacciati dal caro affitti. Sullo sfondo, torna anche lo spettro della guerra con la proposta di leva militare insieme a tutti gli accordi di ricerca e collaborazione con aziende le belliche”




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