Sicurezza Bari, Decaro al presidio antimafia
“Questa città ha imparato a non abbassare la testa e a non girarsi dall’altra parte. La vostra presenza qui, oggi, ne è la prova”. Così Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, ha rivolto un messaggio accorato ai ragazzi presenti al presidio antimafia di ieri pomeriggio a Bari, in piazza del Ferrarese, organizzato dalle associazioni studentesche (Zona Franka, Udu e Uds) per gridare il proprio “no” alla criminalità organizzata. L’iniziativa nasce come reazione immediata agli ultimi agguati che hanno scosso il cuore della città vecchia, trasformando i luoghi della movida e del quotidiano in scenari di guerra tra clan.
Durante il suo intervento, Decaro ha richiamato alla memoria un momento spartiacque secondo lui per la storia barese: l’omicidio del sedicenne Michele Fazio, avvenuto il 12 luglio 2001. “Da quel giorno Bari ha imparato a reagire”, ha sottolineato il Presidente, tracciando una linea netta tra un passato di rassegnazione e un presente di partecipazione civile.
Parole durissime sono state espresse nei confronti dei clan protagonisti delle recenti sparatorie: “Si definiscono uomini d’onore, ma di onore non c’è nulla. È una mafia vigliacca che spara tra i bambini e gli anziani. Di queste persone non abbiamo bisogno”.
Secondo Decaro, la lotta ai clan non può essere delegata esclusivamente a magistratura e forze dell’ordine: “La criminalità è un’erba infestante. Il contrasto deve essere corale: scuole, parrocchie e associazioni devono continuare a fare antimafia sociale ogni giorno”.
La mobilitazione, nata spontaneamente dopo l’ennesima sparatoria avvenuta ieri sera a pochi passi dal luogo del presidio, punta a riaffermare il controllo sociale del territorio. “Sentiamo il dovere di non restare in silenzio”, hanno dichiarato gli organizzatori. “Oggi lanciamo un segnale chiaro: Bari non ha e non tornerà ad avere paura”.


