Friuli Venezia Giulia

Sospensione di Schengen, scelta inutile e dannosa per tutti

“La decisione di sospendere Schengen è puramente propagandistica, inutile e dannosa per tutti, in particolare per i lavoratori frontalieri, che vedono limitato il loro diritto a una libera circolazione. È una misura costosa e priva di giustificazione che impedisce il normale flusso di persone e di idee, fondamentali per una cooperazione pacifica e proficua tra i popoli”. È quanto ha dichiarato Roberto Treu, presidente del Consiglio sindacale interregionale Friuli Venezia Giulia – Slovenia, in occasione del tradizionale incontro transfrontaliero dei sindacati, organizzato in vista del Primo Maggio al valico di confine di Rabuiese-Skofije.

Un ritorno alla normalità, si legge nel documento sottoscritto dal Csi Fvg-Slo in occasione della Festa del Lavoro 2026, “è necessario per garantire ai lavoratori una vita più dignitosa, senza discriminazioni o ostacoli al loro diritto di movimento e di lavoro». La chiusura dei confini, infatti, «non solo aggrava le condizioni di vita delle persone, ma danneggia anche il mercato del lavoro, che diventa più frammentato e meno inclusivo”. Da qui, per il Csi, l’esigenza di “rafforzare la cooperazione transfrontaliera e garantire i diritti dei lavoratori, che sono la base di ogni società giusta e prospera», e l’appello ai governi di Italia e Slovenia «affinché riprendano il dialogo e risolvano le problematiche ancora irrisolte che riguardano i frontalieri, chiedendo misure concrete per garantire un mercato del lavoro regolato e inclusivo”.

Al centro della giornata anche le guerre e le tensioni che continuano a caratterizzare uno scenario globale, “di fronte al quale – si legge nel documento – è più che mai necessario che sia ripristinato il diritto internazionale e garantito alle popolazioni un futuro dignitoso e sostenibile, che solo la fine dei conflitti può garantire”. Fondamentale, per il Csi, il ruolo dell’Unione Europea e dei grandi organismi internazionali come l’Onu, chiamati a “fare la loro parte per prevenire conflitti e per promuovere la pace e i diritti umani”.


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