maxi sequestro di 2.500 chili di merce
Negli ultimi giorni di aprile si è conclusa una importante operazione di controllo lungo la filiera ittica, coordinata a livello regionale dal Centro di controllo area pesca (Ccap) della direzione marittima di Venezia, con il coinvolgimento del personale della Capitaneria di Porto di Venezia e dell’ufficio locale Marittimo di Porto Levante. L’attività ispettiva si è concentrata su un grossista di prodotti ittici operante nella zona termale di Padova, fornitore di strutture alberghiere e ristorative della zona. I controlli hanno portato al sequestro di circa 2.500 chili di prodotti ittici risultati non conformi alla normativa vigente in materia di etichettatura e tracciabilità, con l’elevazione di una sanzione amministrativa pari a 1.500 euro.

Le verifiche sono state condotte in sinergia con il servizio veterinario dell’Azienda Ulss 6 Euganea, intervenuto per accertare le condizioni igienico sanitarie e le procedure di lavorazione adottate. È emerso che gran parte della merce sequestrata era conservata in celle frigorifere dopo essere stata sottoposta a lavorazioni quali sfilettatura ed eviscerazione, operazioni che avevano comportato la perdita totale delle informazioni di tracciabilità, tra cui numeri di lotto, date di produzione e congelamento, nominativi dei fornitori e date di scadenza. Nel corso delle ispezioni, effettuate anche in condizioni ambientali particolarmente difficili con temperature fino a -20 gradi, sono state rinvenute diverse specie ittiche, tra cui trote iridee, seppie, salmoni, branzini, sardine, moscardini, polpi, anguille e stoccafisso, ritenute non idonee alla commercializzazione. L’intero quantitativo è stato posto sotto sequestro e avviato a smaltimento immediato, conclusosi nella stessa notte, con l’impiego di più automezzi di una ditta specializzata per la gestione dell’ingente volume di prodotto.
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