Potenza, caso Miccolis, sciopero contro i licenziamenti
A Potenza i sindacati proclamano, per l’otto maggio, uno sciopero dei lavoratori dell’azienda di trasporto urbano Miccolis contro i licenziamenti collettivi. Pace (Filt Cgil): «Serve un chiarimento tra Comune e Regione sui fondi mancanti»
LA Filt Cgil, unitamente alle altre sigle sindacali di categoria, ha proclamato per l’8 maggio lo sciopero di 4 ore dei lavoratori e delle lavoratrici dell’azienda di trasporto pubblico urbano Miccolis nella città di Potenza.
CASO MICCOLIS, PROCLAMATO SCIOPERO PER SCONGIURARE IL RISCHIO LICENZIAMENTI COLLETTIVI
«Lo sciopero si è reso necessario per scongiurare i licenziamenti collettivi annunciati dall’azienda in caso di mancata sottoscrizione del contratto di affidamento». Così in una nota diffusa ieri, lunedì 27 aprile 2026, dal sindacato. «Ciò dopo una procedura di raffreddamento chiusa con il mancato accordo lo scorso febbraio e l’incontro in prefettura del 9 aprile quando, alla presenza del sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, e dell’assessore regionale alla Mobilità, Pasquale Pepe, è emersa la necessità in tempi brevi di un chiarimento tra Comune di Potenza e Regione Basilicata sulla ripartizione dei costi dello schema di convenzione dell’affidamento della gara all’azienda aggiudicataria Miccolis a partire dall’1 luglio, a seguito dell’impossibilità da parte del Comune di garantire la copertura economica dell’affidamento, che a suo dire doveva essere garantita con impegno verbale da parte della Regione Basilicata».
SCIOPERO MICCOLIS, LA NOTA DEI SINDACATI
«Un intervento ritenuto “necessario” per scongiurare un ridimensionamento del servizio rispetto a quanto previsto dalla gara del lotto Potenza affidato all’azienda aggiudicataria dalla stazione unica appaltante».
«Dopo quell’incontro – spiega Rocco Pace della Filt Cgil – non vi è stata più alcuna convocazione da parte del Prefetto nonostante le nostre continue formali sollecitazioni. E’ in gioco il futuro non soltanto del trasporto pubblico della città capoluogo ma anche degli oltre cento lavoratori che, nel rispetto della cittadinanza, nonostante l’incertezza, in questi mesi hanno garantito continuità a un servizio pubblico essenziale. A oggi, tenuto conto dei tempi tecnici per il cambio d’appalto e non avendo avuto nessun riscontro positivo dalle interlocuzioni avute, data la gravità della vertenza che potrebbe portare alla mancata sottoscrizione del contratto di affidamento con conseguente licenziamento collettivo degli addetti al servizio, i lavoratori non possono più garantire tale continuità per cui sciopereranno in segno di protesta chiedendo risposte e impegni certi».
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