Il tuo calciatore “clonato”: arrivano gli avatar AI per sponsor e social

Digital twin, cioè una copia perfetta del proprio calciatore preferito, generato dall’intelligenza artificiale. Una copia difficile da distinguere da quella reale, a completa disposizione dell’area marketing e più in generale della società sportiva in questione. Questo è il raggio d’azione in cui si sta muovendo Dhta.ai, una delle startup nate dall’incubatore Forward Squad creato dalla Juventus per rispondere a reali necessità del club. Undici startup che collaboreranno con il club bianconero: la prima ad essere stata presentata al pubblico e agli investitori è stata proprio Dhta, che propone l’intelligenza artificiale come mezzo per soddisfare la crescente richiesta di contributi audio, video, immagini per scopi di marketing e non solo. Dhta è una startup torinese decisamente già proiettata su scala internazionale, come conferma l’apertura di sedi a Montecarlo o a Vancouver. Fondata da Luca Bona insieme a Michael Shantzis, premio Oscar nel 1992 e anni passati alla Pixar, e Sebastian Sylwan, ex chief RD di Netflix, Cto di Weta, Digital Domain con oltre 30 anni d’esperienza negli umani digitali.
Proprio questo è il punto: la creazione di umani digitali, avatar o gemelli digitali: «Ci occupiamo di intelligenza artificiale applicata allo sport, con un focus molto netto sull’etica – ci ha raccontato Bona nel giorno della presentazione all’Allianz Stadium –. Costruiamo digital twin di atleti basati sul consenso, certificati secondo lo standard C2PA, per proteggere l’identità e l’immagine di chi fa sport ad alto livello in un’epoca in cui l’AI può replicare chiunque». In pratica, per evitare che i volti e le movenze dei calciatori siano replicati per scopi propri, questi avatar vengono regolamentati: «Si tratta di uno strumento aggiornato, con all’interno tutta un archivio dei giocatori certificati, etici, unici e già contrattualizzati. Potranno essere utilizzati per gli sponsor con potenziale illimitato ma anche la necessità che ci sia l’autorizzazione da parte dell’atleta stesso». In sostanza, il calciatore in questione potrà portare il suo contributo in eventi di marketing senza perdere un secondo in trasferimenti per un appuntamento: «L’atleta deve migliorare le performance sportive – prosegue Bona –, questa è la sua missione. Nessuno porta via i calciatori all’allenatore o al direttore sportivo». Un esempio? «Ipotizziamo che ci sia la presentazione di una nuova auto a Detroit – dice Bona – ma non posso mandare quattro calciatori perché due giorni dopo c’è una partita fondamentale. La piattaforma può generare il contenuto, includendo sia l’automobile che i quattro calciatori senza che nessuno debba prendere aerei o perdere del tempo». Il campo d’applicazione è decisamente vario, e può arrivare fino ai contenuti per i tifosi creati ad hoc. Anche sulle questioni etiche, sul valore di un contenuto creato dall’intelligenza artificiale rispetto a uno creato dalla persona reale, la posizione è chiara: «Uno strumento di proprietà dell’atleta, che può dire sì o no ed è sempre in suo controllo». Lo strumento sarà un aiuto fondamentale anche per il Creator Lab della Juventus, una delle divisioni più attive e che si occupa della creazione di contenuti per i social e per il digital. «A oggi sono quasi 2 i milioni di euro raccolti – conclude Bona –. Considerato che siamo ancora in una fase iniziale, prima di produrre ricavi, sono una testimonianza concreta di quanto Torino sappia ancora scommettere su se stessa».
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