Mercedes GLB elettrica. Prova, autonomia e prezzi
Magari non proprio per tutte le tasche, ma per la vita di tutti i giorni, sì: “Disponibile a cinque o sette posti, si adatta con facilità alle esigenze dei nostri clienti. Con più spazio, un nuovo design, maggiore comfort e persino la possibilità di trainare un caravan di dimensioni generose, dimostra che un Suv può essere versatile quanto capace”, sottolinea Mathias Geisen, responsabile delle vendite della casa con la Stella.
Il modello al quale si riferisce è la nuova GLB, guidata nella sua declinazione elettrica in un test drive che da Verona ha condotto fino a Trento e poi sull’altopiano della Paganella, addirittura dento al “Parco del respiro”, una sorta di rigenerativo giardino naturale di faggi dove l’istruttore dell’arte giapponese del forest bathing ha suggerito una parte della “destinazione benessere” alla quale punta Mercedes con la GLB a elettroni.
Più lungo di quasi 5 centimetri rispetto alla generazione precedente, il veicolo misura adesso 4,73 metri con un passo che di centimetri ne ha guadagnati 6 e del quale beneficiano gli occupanti. Quelli della terza fila, tanto per fare un esempio, non devono essere necessariamente alti come un famoso ex ministro per stare comodi, ma possono anche superare il metro e 70 senza soffrire.
Il comfort è una conseguenza delle scelte ingegneristiche e di “arredo” degli interni, arricchiti non soltanto da materiali di pregio, ma anche da un generoso tetto panoramico di serie e anche da un massimo di tre schermi. Il cruscotto digitale da 10.25” e quello centrale per l’infotainment da 14 fanno parte dell’equipaggiamento standard, mentre il terzo, sempre da 14” e riservato al passeggero anteriore, è a richiesta. I monitor sono chiari e ben visibili, quello centrale anche ben posizionato un po’ più in basso rispetto alla linea di orizzonte, ma nel quale è concentrato un numero eccessivo di funzioni, che rischiano di distrarre chi sta al volante se deve gestirle con l’auto in movimento.
La nuova GLB è versatile – per certi versi anche nel prezzo, che parte dai poco più di 53.000 euro della 200, la meno accessoriata (il sistema per far scorrere i sedili è manuale, tanto per fare un esempio) e anche la sola con la batteria da 58 kWh – perché ha un’autonomia compresa fra i 431 e i 631 chilometri (GLB 250+ a trazione posteriore), un’accelerazione da 0 a 100 orari che oscilla tra gli 8,2 e 5,5 secondi (GKB 350 4Matic a trazione integrale) e una capacità del vano di carico posteriore che va da 540 a 1.715 litri (tra 480 e 1.605 per la variante a 7 posti). All’anteriore ne sono disponibili altri 127.
L’accumulatore delle 250+ (da quasi 59.400 euro) e 350 4Matic (poco meno di 64.800 euro) condivide la stessa chimica nichel-manganese-cobalto, ma non la dimensione, che è da 85 kWh. Indipendentemente dalla potenza – 224, 272 (entrambe con 335 Nm di coppia) e 354 Cv (515) – la velocità di punta non cambia e arriva a 210 orari.
I consumi dichiarati – non avvicinati nella prova, ma per via del tipo di guida, non esattamente “efficiente” (al volante la sensazione è che la macchina e il software che gestisce anche la rigenerazione lo sia parecchio) – possono scendere sotto i 16 kWh/100 km, grazie anche all’adozione della doppia “marcia”. Non troppo diffusa nel mondo delle elettriche, questa soluzione – almeno come l’ha trasferita Mercedes – consente di limitare i consumi (in seconda) e privilegiare lo scatto (in prima). Con l’architettura 800 Volt i tempi di ricarica sono stati sforbiciati, naturalmente se si trovano le colonnine giuste: fino a 260 chilometri recuperati in 10 minuti.
È quasi superfluo sottolineare che Mercedes offre praticamente ogni tipo di soluzione tecnologica per migliorare la vita a chi guida (anche in fuoristrada con il Terrain Mode proposto sulle declinazioni 4Matic) e, più in generale, a chi occupa la GLB, comprese le raffinate sospensioni con smorzamento adattivo, che sono di serie per chi opta per i cerchi da 20”. Al volante il Suv con la Stella è più “leggero” di quanto non dica il suo peso (tra i 2.185 e i 2.280 kg a vuoto), anche per effetto di uno sterzo sincero.
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