Silenzio, fermiamoci ad ascoltare la musicalità della poesia che narra il senso della vita

Si scrive con la voce e con l’orecchio. Vale anche per un pezzo di giornale, credo. Di certo è inevitabile per una poesia o un racconto. È la ragione per la quale non mi suona stonata la frase di Carol Ann Duffy, 71 anni, per dieci, fino al 2019, poeta laureata del Regno Unito: “Penso alla poesia come alla musica dell’essere umano”. Anche se in forma apodittica, immagino per ragioni giornalistiche (l’ho letta in una intervista), dice del suono che la poesia è — non solo senso, non solo significato. È quel suono che si ricerca scrivendo, armonizzando e, talvolta, facendo scontrare parole con il loro significato e la loro musicalità. Far suonare e far cantare parole. E farle contare, nel senso che devono raccontare, devono avere valore e devono darlo al concetto, all’emozione, al sentimento che esprimono.
Naturalmente, c’è sempre un altro modo di vedere e sentire la poesia. Ad esempio quello, peraltro condivisibile, del lettore Nicola Stante: “La poesia è letteralmente divertente. Sposta frontiere, sposta e accomuna sensi. Talvolta separa, prende tutto e tutto sa lasciare, anche il senso comune: la poesia non ama le cose poetiche. Poi fabbrica, senza marchio. È stata scritta così l’Infinito: è del mondo, è parte della nostra finitudine: vai e prendilo se ci riesci, se desideri naufragare”.
Più sintetico e paradossale, ma non meno affascinante, ciò che sostiene la lettrice Agnese Ferri: “Poesia è sentire senza sensi, è scandire senza voce”. Mentre Teresa Surdo condivide questa opinione: “Tra le innumerevoli definizioni che si possono usare per descriverla, mi sento di dire che la poesia nasce in un punto oscuro dentro di noi che raccoglie emozioni, pensieri e riflessioni, illuminando parole che risalgono a galla per farsi poesia”. Forse non userei la parola “oscuro” per indicare la sorgente da cui nasce dentro di noi la poesia. Anche perché, secondo me, nasce contemporaneamente dentro e fuori di noi. È una questione di relazione. Di reali azioni. Attraverso le parole.
Una strada con più silenzi
di Alessio Asuni
Non ha senso
l’odio e neppure il rancore
se poi…
si sparirà da questo mondo
e diverremo polvere di stelle
magari andremo in un diverso mondo
ove nulla ci appartiene
per cui…
ha più senso una vita d’amore
di cura del nostro fratello
una strada con più silenzi
e meno rumore.
Mi sembra un pensiero, condivisibile peraltro, un’esortazione più che una poesia
Quelle come me
di Rita Bonetti
Quelle come me
vivono vite parallele
con il lusso dell’immaginazione
sognano l’amore attraverso palle di vetro
e navi imprigionate in colli di bottiglie
quelle come me
cadono come foglie fuori stagione
cercando l’appoggio di una nuvola
rifuggono ogni cura
muoiono immaginando vite
senza un’accettabile approssimazione
Quelle come me… È la condizione del poeta, della poesia. Non suona il finale.
Intuarsi
di Andrea Migli
Potremmo intuarci
ma siamo due sciatti scheletri
e la lingua che conosciamo
è la lingua del fuoco
Sconsolata e limpida. Si intuisce, utile però cercare sul dizionario il dantesco intuarsi.
Non dirmi niente
di Antonio Fiori
Non dirmi niente, dormi
tutto può accadere nel sogno
che entrambi attende.
Forse sarà lo stesso
ma saremo al risveglio
senza prove, solo la nostra parola
a dire che sì, là, stanotte
ci siamo davvero incontrati
(ed anche amati, vedrai
come mai altrove)
Buona, ha ritmo. Come verso finale basterebbe “e amati come mai altrove”
In… difesa
di Monica De Martin
Sono così abituata
a celare il mio essere
da accettare
il mio sembrare
Riflessione amara. “Da accettare” si può dire meglio, in altro modo.
La penna è la vanga del poeta e il suo continuo scavare serve a tracciare sentieri
Poesia come ponte tra persone voci e identità, dalla Bottega in uno spazio comune di parole
La poesia appartiene a chi la sente, tra cuore, memoria e cura i lettori raccontano i loro versi
L’alfabeto dei poeti della vita da Amelina a Zanzotto passando per Conte e Omero
La poesia come gesto di esistenza: parole per dire chi siamo e dove stiamo nel mondo
In guerra senza punti e parole, ma fermiamoci a cercare più cura e attenzione che sfogo
La poesia abita sempre la soglia poiché nasce, vive e si riproduce fra azione e contemplazione
Essenziali, intensi e leggeri così gli haiku raggiungono l’anima profonda della poesia
Quel necessario scrivere in versi per scoprire nuovi mondi
Condividiamo la nostra intimità nello spazio di un haiku lasciando fuori il nostro ego
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