Abruzzo

realizzato il sogno di una 12enne in carrozzina


Un sogno che diventa realtà, grazie all’impegno di un’associazione che porta avanti il progetto “Montagne senza barriere”. Così, come racconta l’Ansa, una 12enne di Scafa, Giulia, ha potuto raggiungere l’obiettivo di scendere nel famoso pozzo di San Patrizio, a Orvieto. 

Una gita che sembrava impossibile da poter organizzare, dato che la giovanissima non può camminare e si muove in carrozzina. Ma i volontari dell’associazione Majella Sporting Team di Lama dei Peligni hanno reso realtà ciò che sembrava destinato a rimanere un sogno. 

Così, nella giornata in cui si celebra la Festa della Liberazione, Giulia ha percorso tutti i 248 scalini del pozzo di San Patrizio grazie a una joelette, una speciale carrozzella da fuoristrada a ruota unica.

sogno di Giulia è diventato realtà tra le rampe elicoidali del Pozzo di San Patrizio di Orvieto.

Ad accogliere Giulia e i suoi “angeli” c’erano la sindaca di Orvieto Roberta Tardani e la responsabile di CoopCulture Anna Rebella. 

Dal 2014, l’associazione di Lama dei Peligni porta avanti il progetto che accompagna persone con disabilità in escursioni e visite in luoghi difficilmente accessibili. Negli anni, il progetto ha superato i confini dell’ambiente montano per arrivare anche nei siti culturali, come nel caso di Orvieto, dove è stata raccolta la sfida di affrontare la discesa e la risalita del pozzo.

“Solo l’idea di scendere insieme a Giulia in fondo al Pozzo di San Patrizio era un’emozione – ha raccontato all’Ansa Peppe Ardente, responsabile del settore trekking dell’associazione – farlo lo è stato ancora di più e ringraziamo il Comune e CoopCulture non solo per avercene dato la possibilità, ma soprattutto per l’accoglienza che ci hanno riservato”.

Una volta arrivata in fondo, Giulia ha anche rispettato la tradizione, lanciando una moneta portafortuna nell’acqua del pozzo. 

“Ci tenevamo molto a fare questa esperienza – ha spiegato il padre, Giordano Romano – a dimostrare quanto possa essere inclusivo anche un luogo come questo. Il messaggio è rendere accessibili quei posti dove si pensa che non si possa accedere”.

“Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta che ci ha emozionato e stimolato – ha sottolineato la sindaca Roberta Tardani – e questa esperienza dimostra che anche un luogo complesso può aprirsi a forme di fruizione più inclusive. Non deve rimanere un gesto simbolico ma rappresentare un primo passo verso un’accessibilità possibile, da sviluppare con iniziative e visite dedicate”, ha concluso.

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