“Il nuovo aeroporto di Rimini? Bello, ma chi lo finanzia?” – Forlì24ore.it

Galeazzo Bignami, ex viceministro ai Trasporti, valuta il nuovo progetto e chiede chiarezza sui collegamenti stradali e ferroviari
Un progetto ambizioso ma che, ad oggi non ha ne autorizzazioni né fondi certi. Galeazzo Bignami, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, ma nella prima parte della legislatura viceministro alle infrastrutture e trasporti, segue da vicino il piano di sviluppo degli scali emiliano romagnoli e nei giorni scorsi ne ha parlato sulle colonne de Il Resto del Carlino all’indomani della presentazione, da parte di Airiminum, società di gestione dell’aeroporto Fellini a Rimini, di un progetto di rilancio delle infrastrutture esistenti e di nuove da realizzare, per un valore di 200 milioni di euro. “Il progetto è molto interessante e bello – ha dichiarato Bignami al Resto del Carlino – e si arriva a questo punto grazie alle azioni messe in campo dalla Regione e Governo, che lo stesso presidente De Pascale ha correttamente sottolineato. Tra queste senza dubbio l’abolizione della council tax negli scali minori che FdI ha votato compatta”.
Ma adesso… cominciano i “ma”. Infatti, come ha dichiarato Bignami, non è stato ancora presentato a Enac e sarebbe stato auspicabile che un simile progetto di sviluppo venisse prima condiviso con i soggetti che ne saranno interessati, a partire da Enac e proseguendo con i ministeri della Difesa, visto che parte dell’aeroporto è militare, e delle Infrastrutture e Trasporti. Questo perché il progetto per quanto interessate sarà anche impattante e richiede attente valutazioni.
Poi c’è il tema delle risorse, perché 200 milioni di euro sono davvero tanti. Ma come verranno recuperati? “È presumibile – spiega Bignami – che la società di gestione andrà a recuperarne una parte in tariffa, ovvero facendole pagare ai passeggeri. Ma non mi risulta che sia stata informata del progetto Art, l’Autorità per la regolazione delle tariffe, che si deve esprimere in merito”. Infine la viabilità. “Trasformare parte della statale 16 nella viabilità interna a uno scalo, spostando il traffico di questa importante arteria altrove, è una previsione che necessita di importanti studi su flussi, investimenti ed infine autorizzazioni. Allo stesso modo non ho visto chiarito l’impatto di un aumento considerevole dei passeggeri sul territorio. È auspicabile una crescita importante dello scalo, ma come arriveranno o si connetteranno i passeggeri con la riviera via strada e via treno? Non ho trovato una progettualità definita riguardante i collegamenti ferroviari o del trasporto pubblico”. In conclusione, dice Bignami, c’è piena collaborazione nello sviluppo dello scalo riminese, ma sono ancora tanti gli elementi da mettere a posto.
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