Trump-Carlo, ombre sull’incontro. Il tycoon se la prende col figlio Harry
Re Carlo non è ancora giunto negli States (il suo arrivo è previsto per lunedì 27) ma già la storica visita di Stato dell’esponente dei Windsor in America assume i contorni dell’operetta.
Colpa – c’è da dirlo? – di Donald Trump. Che da un lato ha fatto molti complimenti al sovrano (“è un uomo coraggioso ed è un grande uomo”) e dall’altro ha sbeffeggiato in modo piuttosto imbarazzante il di lui secondogenito Harry. Il quale ha avuto la colpa di andare in visita a Kiev in veste di operatore umanitario, “soldato” e veterano dell’Afghanistan, e di aver spronato la Casa Bianca a onorare l’impegno di sostenere il Paese del presidente Volodymyr Zelensky in guerra con la Russia di Vladimir Putin per difenderne “l’integrità territoriale”. Uno sgarbo inaccettabile, per il tycoon. Che ha reagito come al solito toccandola piano. “Il principe Harry – ha detto a un giornalista che gli chiedeva un commento – non rappresenta la posizione del Regno Unito, questo è sicuro. Io posso parlare per il Regno Unito più del principe Harry”. Comunque “apprezzo molto il suo consiglio”, ha aggiunto con sarcasmo. Per poi concludere con un “salutatemi lui e sua moglie” che ha coinvolto nel disprezzo anche Meghan Markle, statunitense di nascita, e simpatizzante democratica da sempre detestata da The Donald.
Il duca di Sussex è il ribelle della famiglia reale e vive con la moglie da civile, senza più rappresentare la corona di Londra. E questo sembra autorizzare Trump a trattarlo senza la deferenza dovuta ai membri della più importante casa reale al mondo. Ma che cosa succederebbe se l’inquilino della Casa Bianca dovesse insistere con le offese e il sarcasmo anche in presenza del papà di Harry? Carlo potrebbe non prenderla bene, essendo da tempo impegnato in un difficile riavvicinamento al figlio dissidente.
A inasprire gli animi in vista della tre giorni americana di Carlo e Camilla, che ripartiranno il 30 aprile, ci sono anche altri particolari: il ventilato possibile voltafaccia americano sulla sovranità di Londra sulle isole Falkland/Malvinas a favore delle rivendicazioni argentine come punizione al premier Starmer e al suo disimpegno nella guerra
all’Iran. E l’annunciato incontro di Re Carlo con il sindaco di New York, Zohran Mamdani, visto come il fumo degli occhi da Trump. Restate sintonizzati, il re in America è una sit com che potrebbe rivelarsi molto divertente.
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