Toscana

“A scuola sul fiume”. Il Chiassa diventa un’aula a cielo aperto


Argini che diventano aule a cielo aperto, il fiume che si trasforma in laboratorio di comunità. A un anno dalla nascita del primo Museo Italiano di Arti Umide, il progetto sviluppato lungo il Chiassa continua a crescere e a coinvolgere scuole, associazioni, cittadini e istituzioni, confermandosi una delle esperienze più originali di educazione ambientale del territorio. 

Di recente gli alunni delle scuole delle frazioni attraversate dal torrente sono tornati sul fiume per proseguire il percorso di scoperta, conoscenza e valorizzazione del territorio attraverso osservazioni guidate, laboratori e nuove opere di Land Art, che vanno via via ad arricchire la collezione diffusa realizzata con materiali di recupero, rinvenuti lungo il corso d’acqua. Parallelamente sono iniziati i preparativi per la tradizionale Festa di Primavera, che anche quest’anno si inserirà nel calendario della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, promossa da Anbi, e porterà sugli argini iniziative aperte alla cittadinanza. 

“Ogni fiume custodisce una storia. Quella del Chiassa, tra i principali affluenti dell’Arno, è diventata oggi un racconto collettivo che le comunità educanti di Chiassa Superiore, Ponte alla Chiassa, Antria, Giovi e Tregozzano stanno contribuendo a scrivere, coinvolgendo i più giovani in un percorso di conoscenza, tutela e riscoperta del paesaggio fluviale. In questo cammino il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno si conferma alleato e partner strategico”, spiega la presidente Serena Stefani. “Grazie al percorso partecipativo intrapreso per la sottoscrizione del Contratto di Fiume Abbraccio d’Arno abbiamo scoperto una comunità vivace e appassionata, impegnata a far vivere il fiume con iniziative capaci di favorirne la fruibilità e il rispetto. Il Museo di Arti Umide, nato lo scorso anno, rappresenta un primo passo che potrà evolversi in un grande parco fluviale capace di ricucire e collegare tutta la periferia aretina, attraversata dal Chiassa”. 

Una visione condivisa anche dal direttore generale Tulio Marcelli, che sottolinea il valore della rete costruita intorno al progetto: “Facendo da collante con le associazioni e mantenendo il tratto di fiume pulito e in sicurezza, il Consorzio contribuisce a tenere insieme una sinergia straordinaria, modello concreto di collaborazione tra enti e territorio”. 

Intanto il Museo di Arti Umide, nato come esperienza sperimentale un anno fa, si sta consolidando come laboratorio permanente di cittadinanza attiva, dove arte, ambiente e didattica si intrecciano. E le scuole ne rappresentano il cuore pulsante. 

“Siamo orgogliosi di far parte di questa comunità che ci sostiene e che ci permette di conoscere a fondo le radici del luogo, il suo ambiente e le sue tradizioni. Per le scuole è un supporto prezioso che ci consente di raggiungere pienamente i nostri obiettivi didattici”, spiega l’insegnante Silvia Gabrielli. 

“Un ulteriore impulso è arrivato anche dal bando regionale “Siete Presente. Giovani e associazionismo”, che ha contribuito a consolidare le attività educative e i percorsi di Land Art”, ribadisce Enrico Orlandini del Circolo L’Incontro di Tregozzano. E aggiunge: “Con gli insegnanti abbiamo realizzato laboratori importanti per studiare la biodiversità del fiume e accompagnato i ragazzi in esperienze dirette di osservazione e conoscenza dell’ecosistema fluviale. Stiamo lavorando anche all’organizzazione della Festa di Primavera, appuntamento che ancora una volta si inserirà nella Settimana Nazionale della Bonifica e Irrigazione promossa e porterà sugli argini iniziative, incontri e attività aperte alla cittadinanza, con scuole, circoli e Consorzio protagonisti di un percorso condiviso che punta a fare del Chiassa non solo un corso d’acqua da tutelare, ma un luogo da vivere”, conclude. 

Dal torrente Chiassa arriva così un messaggio chiaro: la cura del territorio nasce dalla conoscenza. E la conoscenza, sempre più spesso, comincia dai banchi di scuola.

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