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A Parigi per un perfetto fine settimana in stile Art Déco

Il fermento di una nuova era si percepiva già dal 1907, quando fu ideata; ma la mostra venne poi progettata solo nel 1913: lo scoppio della Prima guerra mondiale mandò in fumo però i buoni propositi. Finalmente, nel 1925, tutto fu pronto per una esposizione che cambiò, influenzandolo profondamente, il volto del Novecento. «Aperta a tutti gli industriali i cui prodotti siano artistici nel carattere e mostrino chiaramente una tendenza moderna»: l’esposizione internazionale di Parigi delle arti decorative e industriali del 1925, dal 28 aprile all’ottobre dello stesso anno, invase la grande spianata degli Invalides e tracimò nel mondo.

Ovviamente, Parigi non l’ha dimenticata. Evento epocale, portò in città milioni di persone entusiaste, che tornarono a casa con un nuovo stile da vivere; fu una rivoluzione estetica, etica e filosofica che colpì ogni ambito: pittura e arredamento, vestiti e oggetti, scultura e bicchieri, architetture e auto, grafica e gioielli, cappellini e treni.

Il centenario dell’Art Déco

Il Musée des Arts Décoratifs ha invertito le date (da ottobre 2025 ad aprile 2026) e c’è ancora una settimana per godersi la superba mostra sul centenario dell’Art Déco. Vibrano di colori, di curve e geometrie che si intersecano, gli oggetti in mostra: i materiali e le idee di cento anno fa sono ancora meravigliosamente attuali. Il ritorno a quegli anni si declina in vari modi. L’esposizione parigina, per esempio, ha scelto di rendere omaggio al principe dei viaggi dell’epoca, l’Orient Express: simbolo di raffinatezza e savoir-faire francese, il treno raggiunse il suo apice negli anni 20, decorato da artisti di fama come Prou e Lalique: una testimonianza mobile di quell’estetica. E cento anni dopo la leggenda rinasce: in esclusiva, nella navata del museo, la mostra presenta infatti modelli a grandezza naturale degli interni del futuro Orient Express, reinterpretati dal direttore artistico Maxime d’Angeac. E si possono confrontare continuità e cambi con gli originali di una cabina Art Déco del 1926 proveniente dalla collezione del museo stesso.

Un interno del sontuoso treno Orient Express, che ripartirà nel 2027

Un secolo per l’Hotel Bristol

Le atmosfere romantiche In attesa di ripartire verso esotici viaggi in treno (e nel tempo) si può sostare al Bristol, altra leggenda, stavolta della hotellerie parigina. Qui Josephine Baker, diva assoluta dell’epoca, era di casa, qui tenne la festa d’addio alle scene (nel 1975) con ospiti come Mike Jagger e Sophia Loren; e perciò l’hotel le ha reso omaggio con una delle suite più belle della città. Un’atmosfera romantica ed esclusiva: in cima all’hotel, con i tipici soffitti spioventi di Parigi. La Suite 1925, questo il nome, dove ho avuto la fortuna di soggiornare, non vuole replicare un’epoca, ma la rilegge con sensibilità contemporanea, esattamente come il Bristol (anch’esso fresco di centenario, celebrato con libri, playlist, pardon disco a 33 giri, che chic, oggetti vari), albergo di punta della collezione Oetker, fa con il resto dei suoi ambienti. E se il ritratto di Baker firmato da George Hoyningen-Huene illumina la stanza, insieme alla biblioteca ben fornita, il sogno prosegue con tessuti di pregio in una palette tenue: azzurri chiari, vaniglia, rosa delicato, sfumature avorio. Ogni elemento trova il proprio equilibrio. Inutile dire della perfezione del servizio, della prima colazione e del bar, Café Antonia, impeccabili o del tristellato ristorante Epicure.

Uno scorcio del minuscolo Bar Nouveau, nel Marais, già tra i 50 best bar al mondo. Solo 16 mq, una lista ristretta di cocktail (tutti ottimi, però), nessuna prenotazione e nessun cibo. Si può solo bere. Staff eccezionale

Nel Marais

A proposito di bar, per il vostro weekend art déco, non fatevi sfuggire una piccolissima, letteralmente, 16mq, novità: il Bar Nouveau (concessione all’Art Nouveau), nel Marais è uno spazio minuscolo, custodisce una collezione di bicchieri d’epoca notevoli e serve una serie di cocktail che rivisitano i classici, o d’invenzione, davvero eccellenti: è già tra i 50 migliori del mondo. Per la cena in stile non si può mancare da Prunier, esaltante facciata con mosaici e intarsi, interni rinnovati e perfettamente coerenti: è di casa il caviale, qui, dal 1924, come lo furono per molto tempo Yves-Saint Laurent et Pierre Bergé; e la loro presenza aleggia ancora.


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