Sottosegretari e assessori: il tetris gestito da FdI, effetti a catena in Sicilia
Due dei cinque nuovi sottosegretari scelti da Giorgia Meloni sono siciliani. E l’approdo a Roma di Giampiero Cannella e Massimo Dell’Utri ha un effetto-tetris nelle giunte di Renato Schifani e Roberto Lagalla.
Cannella, lascerà il posto di vice sindaco di Palermo e assessore alla Cultura: da ieri è sottosegretario proprio alla Cultura. Dunque si libera un posto nella giunta comunale e le varie anime di Fratelli d’Italia si sono già mosse per conquistare posizioni. In pole position c’è l’area che fa capo all’assessore regionale Alessandro Aricò, che a Palermo conta due consiglieri e il segretario cittadino, Antonio Rini. Ma si fa pure il nome di Tommaso Romano. E non si può escludere una mossa a sorpresa: spostare Francesco Scarpinato dalla giunta Schifani (dove ha la delega alla Cultura) a quella di Lagalla con il ruolo di vice sindaco. Ciò renderebbe più facile il rimpasto alla Regione, perché a quel punto i meloniani avrebbero due sostituzioni da gestire per trovare l’equilibrio fra le correnti: proprio quella di Scarpinato (che se non al Comune potrebbe andare al Senato) e quella dell’assessore al Turismo Elvira Amata, appena rinviata a giudizio per corruzione. Per uno di questi due incarichi è in pole Giorgio Assenza, che lascerebbe il ruolo di capogruppo all’Ars. Il caso Amata è più complicato: lunedì arriveranno in Sicilia Arianna Meloni e Giovanni Donzelli per discuterne. Non è escluso che il partito tenti una difesa d’ufficio, forte anche delle perplessità dell’area La Russa sul cedere a tentazioni giustizialiste che metterebbero a rischio anche il presidente dell’Ars, visto che pure Gaetano Galvagno è a giudizio per corruzione.
Ieri la Amata è andata alla riunione della giunta, confermando questa linea di resistenza, che Schifani non condivide. Il presidente è intenzionato a cambiare gli assessori entro il 30. In ogni caso, uno dei due nuovi assessori di FdI sarà una donna (Carmela Bucalo è favorita), per assicurare il rispetto delle quote rose in giunta. E per lo stesso motivo Schifani ha chiesto anche all’Mpa di indicare una donna per uno dei due incarichi vacanti: Lavoro ed Enti Locali, tolti alla Dc dopo l’arresto di Cuffaro. Lombardo pensa a Valeria Caci, non gradita a FdI perché già assessore a Gela in una giunta guidata dal 5 Stelle Terenziano Di Stefano. L’altro posto libero dopo la cacciata dei cuffariani tornerà alla Dc, dilaniata fra le ambizioni del modicano Ignazio Abbate e quelle della palermitana Laura Abbadessa. E così potrebbe tornare l’etneo Andrea Messina.
Se questo fosse lo schema, Forza Italia perderebbe la chance di vedere aumentata la propria pattuglia di assessori. E ciò sta facendo aumentare il già elevato livello di tensione nel partito. Perché verrebbero svilite le attese dell’area Cardinale (quindi di Nicola D’Agostino) e dell’area Falcone-Mulè. Tutto ciò ha continuato ad alimentare le indiscrezioni su una svolta nella guida del partito in Sicilia che Antonio Tajani starebbe concordando proprio con Giorgio Mulé: ieri in molti davano per fatta la scelta di nominare commissario regionale il modicano Nino Minardo, sul quale ci sarebbe la convergenza di molti deputati. L’annuncio dovrebbe però arrivare non prima del 4 maggio e farebbe capitolare il braccio destro di Schifani, Marcello Caruso.
Ieri Forza Italia ha assistito alla nomina di due sottosegretari siciliani di area FdI, mentre Tommaso Calderone è stato eletto vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera. E questo è stato letto come una mossa dei meloniani per rafforzarsi nell’Isola in vista della campagna elettorale che nel 2027 porterà al voto a Palermo e alla Regione. La nomina di Dell’Utri a sottosegretario agli Esteri rientra in un patto che Noi Moderati sta siglando con FdI per fare liste comuni: così Saverio Romano contribuirebbe alla crescita della Meloni garantendo ai centristi almeno uno scranno a Roma, oltre che alla Regione.
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