Campania

nasce un’alleanza per la prevenzione


Un’alleanza concreta per contrastare le dipendenze patologiche e promuovere il benessere sociale: è quella che sarà ufficializzata lunedì 27 aprile 2026, alle ore 10:00, presso l’Episcopio di Aversa, con la firma del Protocollo d’Intesa tra la Diocesi di Aversa e l’ASL Napoli 2 Nord. L’accordo punta a costruire percorsi strutturati di informazione, prevenzione e sensibilizzazione sui fenomeni legati alle dipendenze e ai comportamenti a rischio.

Alla sottoscrizione saranno presenti il vescovo Angelo Spinillo, il direttore del Dipartimento di Prevenzione Luigi Castellone, in rappresentanza della direttrice generale Monica Vanni, e il direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche Vincenzo Lamartora.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza condivisa della crescente diffusione delle dipendenze, che spaziano dall’uso di sostanze all’abuso delle tecnologie fino al gioco d’azzardo, fenomeni che incidono in maniera significativa sul tessuto sociale e sanitario. Il protocollo disciplinerà le modalità di collaborazione tra i due enti, con l’obiettivo di attivare interventi mirati soprattutto agli operatori e agli educatori impegnati nelle comunità parrocchiali, affinché possano diventare punti di riferimento nella promozione di una cultura del benessere.

In linea con le strategie del Piano Regionale della Prevenzione e del Piano d’Azione Nazionale, l’accordo intende valorizzare il ruolo delle parrocchie come presidi territoriali capaci di intercettare precocemente situazioni di disagio e di sostenere le famiglie. Un modello che punta a rafforzare la rete tra istituzioni sanitarie e realtà ecclesiali, favorendo un approccio integrato alla prevenzione.

Elemento operativo centrale sarà la costituzione di un’équipe multidisciplinare congiunta Diocesi-ASL, composta da sacerdoti, medici, psicologi ed educatori, chiamata a progettare e realizzare interventi concreti sul territorio. L’obiettivo è offrire strumenti efficaci per affrontare le diverse forme di dipendenza e accompagnare le persone in percorsi di supporto e recupero.

L’iniziativa si inserisce nel solco di esperienze già sperimentate con successo in altri contesti, dove la collaborazione tra istituzioni civili, sanitarie e comunità ecclesiali ha dimostrato di poter incidere positivamente nella gestione delle fragilità sociali, contribuendo a costruire comunità più consapevoli e resilienti.


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