Presunta setta di Pietralunga: il ‘maestro’ resta in carcere, la moglie ottiene i domiciliari

di Enzo Beretta
Ancora carcere per Alfredo Mangone, arresti domiciliari invece per la moglie Tatiana Ionel. Questa la decisione dei giudici del tribunale del Riesame di Perugia che si sono pronunciati sulle richieste di revisione delle misure cautelari emesse dal gip lo scorso 1° aprile nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta setta «Conoscenza e libertà» che in tutto ha portato all’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati. Il collegio, presieduto dal giudice Lidia Brutti, ha rigettato l’istanza presentata nell’interesse di Mangone, ‘il Maestro, confermando nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere e condannandolo anche al pagamento delle spese della procedura. Diverso invece l’esito per Ionel, per la quale i magistrati hanno accolto parzialmente il ricorso annullando l’ordinanza limitatamente a uno dei capi di imputazione e sostituendo la misura più afflittiva con quella degli arresti domiciliari.
Misure Per quanto riguarda la posizione della donna il tribunale ha stabilito che la misura degli arresti domiciliari dovrà essere eseguita in un’abitazione in provincia di Pesaro Urbino. Alla stessa sono state imposte precise prescrizioni: non potrà allontanarsi dall’abitazione senza autorizzazione del giudice e le è stato vietato di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai difensori, gli avvocati Emanuele Fierimonte e Deborah Wahl, con qualsiasi mezzo, anche telefonico o telematico. I giudici hanno inoltre disposto l’applicazione del braccialetto elettronico, subordinata al consenso dell’indagata, specificando che in caso di rifiuto resterà in carcere. La scarcerazione è stata comunque ordinata con accompagnamento sotto scorta della polizia penitenziaria fino al luogo dei domiciliari.
Disposizioni Il provvedimento del Riesame prevede anche ulteriori adempimenti operativi. È stato infatti incaricato il personale della polizia penitenziaria di trasmettere tempestivamente l’eventuale consenso o dissenso all’applicazione del dispositivo elettronico al pubblico ministero e al gip. I controlli sull’osservanza delle prescrizioni e l’installazione del braccialetto saranno invece affidati ai carabinieri territorialmente competenti. Per Ionel non è stata disposta alcuna condanna alle spese della procedura incidentale. I giudici si sono riservati il deposito delle motivazioni entro 45 giorni dalla decisione, adottata martedì in camera di consiglio.
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