Marche

«Ma il pignoramento era illegittimo». La commerciante aveva scritto una lettera a Mattarella

FALCONARA – «Il tribunale mi ha dato ragione: è illegittimo trattenere le somme erogate a titolo di aiuto in caso di calamità per estinguere debiti erariali». Esulta Lucia Giovagnoli, 42enne madre di 3 figli di 6, 8 e 14 anni, titolare della storica merceria in piazza della Libertà a Castelferretti, e ne ha motivo. La commerciante aveva scritto una lettera al Presidente della Repubblica, oltre che alla premier Meloni, al governatore Acquaroli e alla sindaca Signorini, dove si era detta amareggiata «perché lo Stato con una mano offre aiuto economico per i danni riportati nell’alluvione del settembre 2024, per consentire alle attività come la mia di riprendersi, ma con l’altra mano se li riprende, sostenendo che quei soldi vadano usati per estinguere i debiti erariali accumulati dalla ditta».

La vicenda

«Lo Stato, tramite il Comune – le parole di Giovagnoli – era pronto ad effettuare il bonifico per i ristori per i danni dell’alluvione sul mio conto a novembre 2025 ma lo stesso Stato, sotto forma dell’Agenzia delle Entrate, ha pignorato quelle somme, impedendo l’erogazione per la pendenza di alcuni debiti tributari nati dal Covid in avanti e aggravatisi con l’alluvione». Ora Giovagnoli può gioire per il pronunciamento del giudice ma non ha ancora ricevuto alcun ristoro. «Il tribunale di Ancona mi ha dato ragione – afferma la commerciante – e ha posto un serio dubbio sulla compatibilità del pignoramento con il vincolo di destinazione delle somme che mi aveva fatto lo Stato; oggi c’è anche un provvedimento dell’autorità che dice che avevo ragione ma ancora io sono senza gli aiuti e senza risposte». Giovagnoli chiede aiuto. «Quando il Comune di Falconara mi darà i ristori che sto aspettando dall’autunno del 2025? Nessuno si è mai fatto sentire ed io sto perdendo la speranza». Lucia ricorda ancora i drammatici eventi del settembre 2024. «Castelferretti subì una spaventosa alluvione a causa della quale la mia attività ha visto finire letteralmente sott’acqua l’intero magazzino: oltre 50mila euro tra merce andata al macero, danni alle scale di accesso e all’immobile, reso inutilizzabile per lungo tempo con la necessità di utilizzare deumidificatori per risanarlo e ulteriori, significativi costi per l’energia elettrica».

La conseguenza

Ancora la commerciante: «Per una piccola attività che mia suocera aveva aperto con sua mamma nel Dopoguerra e che aveva dovuto subire altri gravi problemi come il Covid, l’incremento del commercio online e della grande distribuzione, l’alluvione è stata un colpo mortale».




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