‘Lo chiamava rock & roll’, Ivana Lotito e Nicola Nocella a Telebari
La promozione di un film per un attore è spesso una noiosissima costrizione contrattuale. Ma nel caso di ‘Lo chiamava rock & roll’ l’emozione e l’orgoglio con il quale il cast racconta il progetto è tangibile e sincera. Ivana Lotito e Nicola Nocella, due dei quattro protagonisti del film, sono passati dagli studi di Telebari per raccontare un progetto sudato e fortemente voluto, che merita di avere quanti più spettatori possibile.
Mauro è un surfista famoso che, in seguito a un incidente, perde un amico e compagno di squadra e si ritrova con un problema invalidante a una gamba. Costretto a una lungodegenza in una clinica per sottoporsi a un periodo di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L’iniziale scontro tra i due si trasforma in un’amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.
Questo film ha già vinto il primo premio al Sfiff di San Francisco, il Festival cinematografico statunitense più longevo, è stato selezionato al Sliff, il S.Louis International Film Festival, evento internazionale dedicato al dialogo interculturale attraverso l’arte cinematografica giunto alla 34esima edizione, ha ricevuto la “Honorable mention” al Festival di Houston, ed è in concorso anche al Barciif di Barcellona.
Finalmente, dallo scorso 16 aprile, si sono accese le luci dei proiettori anche nelle sale italiane, consentendo al pubblico di assistere a un’opera particolare per più motivi. Innanzitutto (non è il motivo più importante ma è quello più evidente) perché, pur essendo girata in perfetta lingua italiana, viene proposta in versione sottotitolata per favorire l’inclusione dei non udenti. Poi perché ad interpretare il ruolo di Federico è Federico Richard Villa che è affetto da Atassia e che si trova sulla sedia a rotelle sin da giovane ma non per questo ha smesso di vivere e di affrontare sfide sempre più complesse. È così diventato un sitting blogger proponendo possibilità di esperienze e di soluzioni tecnologiche che aiutino a fare delle diverse disabilità occasioni di crescita e non di isolamento.
Quello che sul piano della narrazione e su quello cinematografico appare però come lo stimolo più importante è collocato in modo particolare nella prima parte del film e veicola un messaggio di impatto che dovrebbe far riflettere. Perché Mauro, il surfista abituato a primeggiare che ora deve imparare di nuovo a deambulare e Federico non sono personaggi presentati come privi di difetti. L’uno si chiude nell’alcol e nei sospetti nei confronti della moglie mentre l’altro trova nello scontro verbale la modalità di relazione.
A loro si aggiunge Elvis che a un primo approccio si propone come una persona a cui si può dare ascolto ma solo per tempi limitati. Non ci viene quindi presentata un’immagine edulcorata del disabile verso cui provare quel sentimento di falsa pietà che ci libera dalle responsabilità. Ognuno di loro ha dei motivi per essere così e la figura dell’infermiere Oronzo (un empatico ma anche ironico Nicola Nocella) li sa comprendere, non senza fatica, favorendone l’orientamento in positivo.
Ci viene così ricordato che i disabili non meritano solo assistenza ma anche comprensione vera e disponibilità di attenzione vera. Tutta la parte on the road viene poi portata sullo schermo con il ritmo giusto e con la giusta attenzione nei confronti del paesaggio delle Marche evitando però l’effetto da Ente del Turismo lasciando inoltre nello spettatore la curiosità nei confronti della meta da raggiungere ed esponendolo a un finale per molti probabilmente inatteso.
Ivana Lotito (la Azzurra di Gomorra e la Angela di Checco Zalone, protagonista anche in Guerrieri – La regola dell’equilibrio), durante l’intervista a Telebari, si è detta particolarmente contenta di aver sposato questo progetto diversissimo da quanto portato ad oggi, sul piccolo e il grande schermo. La critica e gli esperti stanno premiando ‘Lo chiamava rock & roll’ di Saverio Smeriglio. Il verdetto finale spetta, ora, al pubblico.




