Lazio

da bastione difensivo a nuovo polo della cultura

Un gigante di tufo e storia si risveglia dal lungo sonno. Dopo un decennio di complessi lavori di restauro e recupero, il Forte Aurelia spalanca i suoi cancelli alla città.

Stamattina, il tradizionale taglio del nastro ha sancito la fine di un’attesa durata dieci anni, alla presenza di una folta schiera di autorità: dal sindaco Roberto Gualtieri ai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Alessandro Giuli (Cultura), accolti dai vertici della Guardia di Finanza, custode e artefice della rinascita del sito.

Un tesoro restituito alla comunità

Il Forte, situato al civico 443 di via Aurelia Antica, smette i panni di deposito abbandonato per diventare un vivace hub culturale. “Questo luogo, con i suoi 6 ettari di verde e 4000 metri quadrati di ambienti coperti, sarà dedicato esclusivamente ad attività sociali e mostre,” ha dichiarato con orgoglio il Generale di Corpo d’Armata Bruno Buratti.

La struttura, pur restando parte del complesso delle caserme delle Fiamme Gialle, cambia pelle: non più un’area chiusa per scopi logistici, ma un museo e una sala polifunzionale aperta a turisti e cittadini.

Dalle cannoniere alle sale espositive

Il restauro, avviato nel 2016, è stato definito dal sindaco Gualtieri come un “lavoro straordinario” capace di inserire il Forte Aurelia negli itinerari della Roma meno nota, accanto a progetti simili come quelli di Forte Bravetta e Forte Boccea.

Costruito tra il 1877 e il 1881, il Forte Aurelia è una delle perle del cosiddetto “campo trincerato”: un anello difensivo di 37 chilometri composto da 15 forti e 4 batterie, eretto dal Regno d’Italia per proteggere la nuova Capitale.

La struttura ha attraversato il Novecento mutando forma: da fortino a rifugio per sfollati, fino a diventare ospedale della Croce Rossa nel 1944. Nonostante le ferite del tempo, l’impianto storico è rimasto leggibile, permettendo oggi un recupero filologico di altissimo pregio.

Come scoprire il Forte: visite e prenotazioni

La Guardia di Finanza ha reso l’accesso alla struttura semplice ma regolamentato, per preservare la delicatezza del sito. Le visite sono gratuite e si svolgono su due turni pomeridiani (14.30 e 15.30).

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