Trentino Alto Adige/Suedtirol

Una mamma bolzanina: «Voglio tornare al lavoro ma al nido non c’è posto» – Bolzano



BOLZANO. Nel 2025, in Alto Adige 864 donne hanno lasciato volontariamente il posto di lavoro durante la gravidanza o nei primi tre anni di vita del bambino, come riportano i dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia.

«Io non sarò una di loro – dice una mamma bolzanina che ha scritto al giornale – ma certo il Comune mi sta rendendo la vita davvero complicata. Occorre un sostegno concreto, non a parole». Questo il suo racconto, quasi una lettera aperta all’amministrazione di vicolo Gumer, che suona come una richiesta di aiuto. «ll titolo della mia storia? Potrebbe essere: “posto al nido cercasi… ma disperatamente“. A settembre devo e voglio tornare a lavorare. Ho investito anni in una carriera per cui ho lottato ogni giorno con forza, eppure proprio ora non ho certezza alcuna. Ho iscritto mio figlio alle liste comunali quando era ancora in pancia, con il mio codice fiscale perché ancora non ne aveva uno suo. “Si fa così” mi hanno detto altre mamme ed io le ho ascoltate. Ma siamo arrivati a fine aprile e il silenzio delle strutture comunali di Assb (Azienda servizi sociali) è totale. Mi scrivono che la mia richiesta è stata protocollata, segue un numero a 7 cifre e poi la frase di rito “un nostro operatore prenderà in carico la domanda e provvederà a controllarla ed a elaborarla”. Me lo auguro, vivo nel terrore che si sia persa o finita chissà dove».

La mamma racconta di aver provato anche con le microstrutture. Ma anche in questo caso nulla. «Mi vedo passare davanti chi ha la “convenzione aziendale”, un privilegio che la mia azienda non offre. L’ultima spiaggia? Il privato. Mi hanno chiesto 14 euro l’ora per un asilo montessoriano che chiude alle 15. Quale lavoro full-time permette di staccare a quell’ora? E la beffa è che, anche accettando l’offerta per ora non c’è posto. Mi chiedo se questa sia la politica per la famiglia di cui tanto si parla. A settembre il mio ufficio mi aspetta, ma io non so ancora a chi lascerò mio figlio. Al momento resto “protocollata”». La richiesta di aiuto è partita chiara intanto di recente in occasione della Giornata della donna (8 marzo), l’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Bolzano, ha pubblicato dati aggiornati sul reinserimento dopo la maternità. Mentre il ritorno al lavoro dipende fortemente dal livello di istruzione formale, i dati rivelano una potenziale fonte di rischio: una parte considerevole delle donne rientra nel mercato del lavoro a condizioni nettamente peggiori. Nel 2025 – come detto – in Alto Adige 864 donne hanno volontariamente lasciato il loro posto di lavoro durante la gravidanza o nei primi tre anni di vita del bambino. Tra il 2019 e il 2022 sono state in totale 3.500. Di queste, il 62 per cento ha ripreso a lavorare entro tre anni. L’assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof proprio di recente ha esortato ad invertire questa rotta. «L’appello è corretto e condivisibilissimo – chiude la mamma bolzanina – però occorre agire e sostenere le donne. Sul serio non solo a parole».




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