EP: Goodbye – These Things Take Time

Attendevamo il debutto degli inglesi Goodbye, ed eccolo qui l’EP “These Things Take Time”.
Attenzione alle sigle. Ho letto dream-pop accostato alla band. Beh, si ma anche no. Il sound del quintetto è decisamente variegato. Sempre elegante, raffinato, ma nello stesso inquieto, incapace di accontentarsi su vie “facili” o battute. Ecco allora la ritmica che si fa invitante tanto quanto variegata, mentre le carezze del sound si trasformano in qualcosa di misterioso, di affascinante ma nello stesso tempo oscuro, qualcosa che guardiamo con molto curiosità, sopratutto perché si dimostra cangiante proprio sotto i nostri occhi.
“Meat” parte quasi smithsiana, ma poi prende vigore, e trova linee più oniriche e seducenti, aumentando anche il livello di aggressività. “13a” è quasi angelica nel suo incedere in cui le voci giocano un ruolo importantissimo, quasi mistico direi.
Stuzzicante è “Origami”, che ancora gioca tra ombre e luci, sempre pronta a scattare in avanti per poi fermarsi, ma poi l’esplosione arriva. Mi piace molto “Benji’s Collar” che lavora ancora su un forte lavoro vocale, marchio di fabbrica della band insieme al lavoro ritmico: acceso/spento, minimali ma poi a tutto tondo e pieni, sussurri che si alternano a voci più alte che poi si fanno dilatate e variegate.
Una band che merita tantissima attenzione.
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