La Biblioteca Malatestiana celebra il genio di Arrigo Bugiani e i suoi libretti di Mal’aria – Forlì24ore.it

Inaugurata a Cesena la prima retrospettiva dedicata all’inventore della celebre collana di microeditoria
Il fascino del libro nelle sue forme più essenziali e preziose torna protagonista alla Biblioteca Malatestiana di Cesena. Venerdì 17 aprile è stata ufficialmente aperta al pubblico la prima retrospettiva dedicata ad Arrigo Bugiani, l’intellettuale maremmano che ha segnato la storia della microeditoria italiana del Novecento. L’iniziativa si inserisce nel solco della ricerca già avviata con la mostra La forma del libro, la forma del mondo e fa parte delle celebrazioni per i venticinque anni delle edizioni Medusa, curate da Maurizio Cecchetti in stretta sinergia con l’istituzione cesenate.
Il cuore dell’esposizione, allestita nella suggestiva Sala Piana, è rappresentato dai celebri Libretti di Mal’aria. Tra il 1960 e il 1994, Bugiani diede vita a una scommessa editoriale unica nel suo genere, realizzando volumetti nati dalla piegatura di un semplice foglio A4. Nonostante l’apparente semplicità del supporto, Bugiani riuscì a pubblicare ben 570 titoli, coinvolgendo i più grandi nomi della letteratura e dell’arte del secolo scorso. Grazie alla recente donazione dell’intera collezione alla Casa Marino Moretti di Cesenatico, la mostra può oggi esporre circa 80 esemplari selezionati, arricchiti da un prezioso corredo di fotografie, carteggi e documenti inediti.
La figura di Bugiani, emersa durante il dibattito inaugurale condotto dal curatore Pasquale Di Palmo, rivela il profilo di un intellettuale autodidatta capace di dialogare con i vertici della cultura europea. Nel corso della sua trentennale avventura editoriale, seppe riunire nei suoi microlibri le voci di poeti e scrittori come Betocchi, Caproni, Luzi, Ceronetti e Sinisgalli, affiancandoli a maestri dell’arte quali Guttuso, Sassu, Treccani e Gentilini. Il catalogo che accompagna l’esposizione offre per la prima volta un quadro organico della sua vita e riproduce le opere che meglio testimoniano questo sodalizio tra immagine e parola.
La mostra resterà aperta alla cittadinanza e agli studiosi fino al 2 giugno, offrendo un’occasione rara per riscoprire un capitolo fondamentale e spesso silenzioso della nostra storia culturale. Attraverso l’opera di Bugiani, la Malatestiana ribadisce il ruolo del libro non solo come veicolo di contenuti, ma come oggetto d’arte capace di racchiudere, anche in pochi centimetri di carta, la complessità del pensiero contemporaneo.
Source link



