Gerocarne, tensione nella comunità di Ariola: il vescovo affida la guida a don Zappone
Dopo settimane di tensioni tra parte della comunità di Ariola di Gerocarne e il vicario parrocchiale don Pietro Cutuli, il parroco don Zappone riprende in mano la gestione
Un incontro dai toni accesi, al limite della rottura, quello che si è svolto sabato 18 aprile nella chiesa di Gesù Salvatore ad Ariola di Gerocarne, dove da settimane si registra un clima di forte tensione tra una parte dei fedeli e don Pietro Cutuli, finora punto di riferimento della comunità. La riunione, promossa dal vicario generale della diocesi don Piero Furci, si è svolta alla presenza del vicario di zona don Rocco Zoccoli, di don Vincenzo Zappone e dello stesso don Pietro Cutuli.
L’incontro è stato convocato dopo che nei giorni scorsi una nutrita raccolta firme era stata recapitata al vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea Attilio Nostro, contenente contestazioni nei confronti di don Cutuli. Momenti di forte tensione si sono registrati nel corso dell’incontro, con il rischio che la situazione degenerasse. A riportare la calma è stato lo stesso vicario Furci, che ha gestito il confronto cercando di ricondurre il dibattito entro toni più pacati. Nel suo intervento, il vicario generale ha voluto chiarire anche l’assetto ecclesiale del territorio: Ariola, infatti, non è una parrocchia autonoma, ma una comunità che fa capo alla parrocchia di Ciano. In questo quadro si inserisce la decisione comunicata ai fedeli: il parroco don Vincenzo Zappone riprende direttamente la guida anche della comunità di Ariola, finora affidata, per delega, al vicario parrocchiale don Pietro Cutuli.
«Stiamo avviando processi di collaborazione tra comunità vicine – ha spiegato don Furci – per garantire un servizio pastorale più completo, anche grazie all’apporto fraterno di più sacerdoti». Una scelta che, ha precisato, risponde a una linea più ampia della diocesi, particolarmente attenta alle aree interne, dove si punta a rafforzare la presenza ecclesiale anche per contrastare il crescente spopolamento. Il vicario non ha nascosto che sulla decisione ha inciso anche «la situazione problematica dei rapporti» tra don Cutuli e una parte dei fedeli, pur ribadendo che la motivazione principale resta quella organizzativa e pastorale.
L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso da parte dei presenti, segno evidente del malcontento maturato nei confronti del sacerdote. Don Cutuli, ha aggiunto il vicario, continuerà per il momento il proprio servizio presso l’Associazione Sacro Cuore, restando comunque disponibile a celebrare messa e a collaborare con gli altri sacerdoti del territorio. Proprio questa apertura ha però riacceso gli animi: «Non lo vogliamo, ci ha sempre trattati male», hanno gridato alcuni parrocchiani, dando voce a un disagio diffuso.
A quel punto don Pietro Cutuli ha preso la parola, rivendicando il proprio operato e il legame con una parte della comunità. Ha affermato di non voler abbandonare i fedeli che intendono continuare a seguirlo, aggiungendo che «chi non lo vuole è libero di fare le proprie scelte». Il sacerdote ha inoltre dichiarato di non nutrire rancore «nonostante le polemiche e le falsità», accusando apertamente alcuni presenti di dire «bugie» e sostenendo che «renderanno conto a Dio». La vicenda resta ora aperta, con una comunità divisa e un percorso di riorganizzazione pastorale che si preannuncia delicato. Nei prossimi giorni sarà don Vincenzo Zappone a dover ricucire i rapporti e ristabilire un clima di serenità all’interno della comunità di Ariola.
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