Friuli Venezia Giulia

Sanzioni: aggiornamenti sulle scelte USA

19 aprile 2026 – 15:30 – Gli Stati Uniti hanno ulteriormente sospeso le sanzioni sulla maggior parte dell’industria petrolifera russa. Confindustria si unisce all‘Eni nel richiedere il ritorno dell’Europa al gas russo. Intanto il governo italiano esclude i razionamenti energetici. Gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni ulteriormente, in quanto si tratta della proroga di una misura che era già in atto. Le navi petroliere ora possono continuare a commerciare il petrolio russo fino al 16 maggio 2026, secondo la licenza pubblicata dal Dipartimento del Tesoro americano il 17 aprile 2026. fino alla mezzanotte e un minuto (ora legale della costa orientale degli Stati Uniti) appunto del 16 maggio, “sono autorizzate tutte le transazioni vietate (da precedenti misure), normalmente connesse e necessarie alla vendita, alla consegna o allo scarico di petrolio greggio o prodotti petroliferi originari della Federazione Russa caricati su qualsiasi nave, comprese le navi soggette a blocco”. L’unica eccezione riguarda le transazioni, che rimangono vietate, con Iran, Corea del Nord, Cuba e le regioni contese tra Russia e Ucraina, inclusa la Crimea. In precedenza il 13 marzo 2026 gli Stati Uniti avevano già autorizzato temporaneamente la vendita di petrolio russo immagazzinato sulle navi prima del 12 marzo, con una simile licenza, rimasta valida fino all’11 aprile.

Intanto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a Genova a un convegno sull’economia del mare, ha risposto a una domanda dei giornalisti sull’avvertimento del Fondo monetario internazionale circa un rischio recessione in Europa, se dinanzi alla crisi energetica saranno adottate misure soltanto temporanee e non strategiche: “Questa miopia veramente mi spaventa”, ha detto Orsini: “Forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa. Noi cominciamo ad avere problemi a reperire dei prodotti sugli scaffali in Sicilia, cominciamo ad avere problemi con i voli aerei. È logico che con questi tipi di problemi fare impresa è veramente complicato. E mi meraviglia, onestamente, che l’Europa ancora non stia vedendo questa cosa, che non abbia pronte misure, che si parli di aiuti di Stato e non di debito pubblico, dove ancora oggi il cambio euro-dollaro vale 1,16″. Orsini invita inoltre “a una riflessione” sull’approvvigionamento di gas russo: “Mi risulta che continuiamo a comprarlo, passa da Amsterdam. Dobbiamo fare il possibile per salvaguardare le imprese“. Il presidente di Confindustria si è in questo modo unito all’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, che la scorsa settimana ha dichiarato: “Io penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di gas naturale liquefatto che vengono dalla Russia”.

Così ancora il presidente di Confindustria: “L’incertezza purtroppo fa sì che gli investimenti non vengano messi a terra. Dobbiamo fare prestissimo a mettere a terra l’iperammortamento perché io credo che quella sia una via anche per dare un overboost al Paese che comunque i nostri imprenditori stanno aspettando. L’incertezza è il vero tema, combattiamo con quello che nessuno vuole. Noi abbiamo bisogno di avere mercati aperti, abbiamo bisogno di saper andare nei mercati. Per noi il Golfo vale 32 miliardi di interscambio con un saldo positivo di 11,3 miliardi. Non abbiamo ancora l’Executive Order degli Stati Uniti e per noi è un mercato da 65 miliardi. Prima del conflitto tra Usa e Iran il costo dell’energia era di 28 megawatt ora, oggi è salito a 160 euro”. Intanto uno scenario di razionamenti energetici in Italia è stato escluso dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a margine del 30° anniversario di Arpa Piemonte a Torino: “Non vedo in questo momento alcun rischio immediato o nel prossimo futuro di razionamenti di energia”. Il ministro ha ricordato che l’Italia resta un Paese dipendente dall’estero per circa l’80% dell’energia: dispone di poche fonti proprie, con contributi limitati da idroelettrico e geotermico; il resto arriva sotto forma di gas o energia elettrica importata, ad esempio dalla Francia.

Articolo di Lilli Goriup




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