“Ero a un ristorante con Diego Maradona. A un certo punto non lo vidi più. Era andato tra i tavoli a distribuire 50mila lire a tutti, si sentiva sempre in debito con il Padreterno”: così Edoardo Bennato
Edoardo Bennato torna alla musica live con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento, accompagnato dalla sua Be-Band e dal quartetto d’archi Quartetto Flegreo. Il “pirata del rock” si esibirà il 6 luglio in Piazza San Marco a Venezia (anche con l’Orchestra Sinfonica veneziana del Maestro Diego Basso) in occasione del Festival della Bellezza, il 20 luglio al Circo Massimo a Roma, il 3 settembre al Parco di Serravalle di Empoli (FI) e il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei (NA).
Il cantautore è nella storia della musica live perché ha nel suo curriculum 15 stadi di fila in un mese: “So che a San Siro ci andrà anche Irama: non lo conosco, ma deve per forza essere bravo”, ha detto con ironia l’artista a Il Corriere della Sera.
Tanti i ricordi, tra i più affettuosi quelli legati al campione Diego Armando Maradona, una vera e propria icona per i napoletani: “Uscivamo spesso. Una volta in un ristorante a Roma a un certo punto non lo vidi più. Era andato tra i tavoli a distribuire 50mila lire a tutti, si sentiva sempre in debito con il Padreterno, in qualche modo doveva restituire quello che aveva avuto”.
Poi di nuovo sull’onda dell’ironia: “Il più bravo artista italiano? Io sono il più bravo di tutti in senso assoluto, ma è meglio non dirlo. Cosa significa essere più bravi? Significa unire i contenuti con la spettacolarità”.
E infine: “I più bravi sono Zucchero e Jovanotti, sia a livello professionale, sia a livello di emozione che trasmettono. Anche Morgan è pazzesco. Con lui cominciavamo a lavorare verso le 2, le 3 di notte. E poi Clementino: è grandioso, bravissimo. Però anche lui è vulnerabile, come Morgan“.
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